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Data: 14/11/2010
Testata giornalistica: Il Tempo - Edizione Abruzzo
L'Aquila, Arcivescovo anti-carriole. Molinari: «Pensano solo a distruggere»

L'AQUILA La ricostruzione del centro storico comprende anche edifici di proprietà dell Curia. Non solo chiese monumentali ma anche palazzi che in passato ospitavano gli uffici e opere di emanazione diretta della chiesa locale. E proprio la Curia, a supporto di questo mega progetto di intervento per la ricostruzione del centro storico ha realizzato un accurato studio, supportato da tecnologie all'avanguardia, sull'attuale stato della città capoluogo in superficie, ma anche a livello di sottoservizi. Uno studio che ha trovato gli apprezzamenti del presidente della Regione Gianni Chiodi. E nell'ambito del complesso dei finanziamenti che ieri Chiodi ha ufficializzato per il breve termine in centro storico sono compresi anche 3 milioni e 250mila euro destinati alla Chiesa di Santa maria del Suffragio, conosciuta come chiesa delle Anime Sante. Pe ril recupero totale della chiesa serviranno però quasi dieci milioni. La chiesa simbolo del terremoto, custode della statua di sant'Emidio, che dei terremoti è il protettore, dove monsignor Molinari celebrò la messa in suo onore proprio una settimana prima del sisma. E le parole alla città monsignor Molinari non le ha certo risparmiate. «C'era chi diceva che il sonno della ragione genera mostri e qualche mostriciattolo già lo vediamo attorno a noi. Si pensa solo a distruggere più che a costruire», ha detto l'arcivescovo. Anche se monsignor Molinari non lo cita, il suo attacco è indirizzato al popolo delle carriole, già criticato in precedenza. «Viviamo in una epoca di crisi della ragione e questo deve spingerci a confrontarci tutti per il bene di questa città. Speriamo che la ragione - ha concluso - prevalga in questa ricostruzione». Nel piano delle attività promosse dall'Ufficio Beni Culturali dell'Arcidiocesi dell'Aquila, particolarmente sentita è "rilevaREcuperare", una campagna di studio dedicata al Rilievo del danno inferto al patrimonio storico-architettonico in conseguenza all'evento sismico che ha profondamente segnato l'identità culturale del territorio. In questi mesi la Curia si è chiesta quale fosse la strada maestra da percorrere per "ricominciare" giorno per giorno a ricostruirne i caratteri, senza perdere di vista l'obiettivo. «Un nuovo inizio senza la consapevolezza delle proprie radici, non è un nuovo inizio ma è solo improvvisazione - ha sottolineato la curia aquilana - L'Aquila e il suo contado hanno la grande fortuna di avere chiara la stratificazione di queste radici identitarie, da leggersi soprattutto nel carattere forte e dignitoso della gente, ma anche visibilmente espressi nella straordinaria dote dei grandi beni culturali che ora giacciono distrutti o fortemente danneggiati, in attesa di essere recuperati e riconsegnati a tutti. Perché il patrimonio culturale di questa terra è patrimonio di tutti, non solo degli aquilani o degli abruzzesi in genere». Da qui lo studio presentato a Chiodi. Per quanto riguarda le chiese del centro sono cominciati i lavori solo nella chiesa di San Biagio d'Amiternum. I progetti di intervento sono già pronti. La speranza della curia è la possibile adozione per riuscire a ottenere i fondi necessari.

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