Il tracciato lato mare largo meno di un metro e mezzo, un'altra tegola sulla filovia
Strada parco ingabbiata e cittadini prigionieri perché gli sarà impedito il passaggio sul marciapiede lato mare: è l'ultima denuncia di Loredana Di Paola e Guya Marconi di Marevivo e di Maurizio Biondi del Comitato utenti. Il nuovo fronte di attacco è il problema del marciapiede «che non è a norma - spiegano - in quanto largo meno di un metro e mezzo, come prevede la legge, e che costringerà a realizzare protezioni laterali e labirinti tali da inibire il passaggio delle persone che hanno la casa sul lato mare della strada parco. Un guaio non solo per chi deve prendere il filobus, ma anche per tutti coloro i quali devono uscire di casa». Le denunce fin qui presentate non hanno sortito effetti tangibili, allora il fronte del "no" alla filovia sulla strada parco ci prova con un altro esposto che sollecita la Procura della Repubblica a fare chiarezza su tutti gli aspetti del progetto, da quelli prettamente tecnici a quelli di carattere economico. «Per carità di patria - spiega Loredana Di Paola - non parliamo dei soldi perché altrimenti non la finiremmo più. La sensazione netta è che si navighi a vista e che i fondi già esistenti basteranno a malapena a coprire le spese per completare il primo tratto della filovia. Parliamo invece del progetto esecutivo che non è stato dettagliato nei suoi contenuti. Un progetto che non è adeguato alle norme di sicurezza e alle prescrizioni che nell'aprile del 2007 il Ministero dei Trasporti aveva dettato alla Regione e alla Gtm». Nel documento è scritto che "il parere tecnico preliminare favorevole verrà dato solo subordinatamente alle osservazioni e prescrizioni poste e dovranno senz'altro essere presi accorgimenti idonei affinché l'attraversamento pedonale sia consentito solo se regolamentato (protezioni laterali, labirinti, etc.)...". Secondo la Di Paola e Biondi, inoltre, «manca anche il nulla osta preliminare sulla sicurezza, peraltro necessario per l'avvio dei lavori. Anche l'Area Tecnica del Comune di Pescara, nell'agosto 2007, ha rilevato delle criticità riguardo l'idoneità del tracciato e ha fatto notare che le dimensioni dei marciapiedi lato mare non sono a norma di legge. L'unica soluzione prospettata dai tecnici è quella di inibire l'uso del marciapiede stesso e costringere il pedone ad utilizzare il marciapiede lato monte. Nel caso poi degli ingressi delle abitazioni poste sul tracciato dove insiste un accesso alternativo l'ingresso sarà chiuso, dove è unico si dovranno trovare soluzioni adeguate per la sicurezza».