Iniziativa pubblica per protestare contro la manovra del Governo «È un grave attacco centralista, altro che federalismo». Aderiscono 31 su 39
Armati di fascia tricolore e volantini ieri a Pisa 14 sindaci e il presidente della Provincia pisana hanno preso l'autobus e spiegato ai cittadini quanto rischiano di incidere i tagli del Governo sui trasferimenti agli enti locali. «Stiamo subendo - ha detto il sindaco, Marco Filippeschi - il più forte attacco centralistico alle autonomie locali dal dopoguerra a oggi, proprio mentre il Governo sbandiera il federalismo. Si tratta di una strategia che penalizza gli enti locali più virtuosi». La scelta del bus, ha aggiunto il presidente della Provincia Andrea Pieroni, «non è casuale, ma serve a spiegare i rischi che corrono oggi molti servizi, a cominciare dal trasporto pubblico locale, ma anche la manutenzione stradale, la viabilità, la difesa del suolo e i servizi per l'infanzia e le famiglie». Alla protesta hanno aderito 31 dei 39 comuni della provincia: assenti gli otto centri governati dal centrodestra o da liste civiche riconducibili allo stesso schieramento politico (Volterra, Orciano Pisano, Santa Luce, Castelnuovo Val di Cecina, Casciana Terme, Lorenzana, Pomarance e Casale Marittimo). «È bene che i cittadini sappiano - hanno spiegato gli amministratori - che vi sono sindaci con sensibilità diverse e che forse stanno più dalla parte di Tremonti e Berlusconi che da quella dei cittadini». E Filippeschi ha chiosato: «Così si capirà che certe liste civiche, in realtà tanto civiche non sono». I provvedimenti del Governo, secondo gli enti locali, annullano «ogni autonomia impositiva e colpiscono pesantemente quella statutaria e quella organizzativa. Occorre rimodulare il patto di stabilità in modo da consentire una ripresa degli investimenti e dare risposte alle situazioni di emergenza sociale». E, riguardo al trasporto pubblico locale, Pieroni ha sottolineato che i tagli «incideranno negativamente sul percorso strategico di investimenti che gli enti locali hanno sviluppato negli anni, il che significa incidere negativamente sulla qualità della vita delle persone». Infine, Pieroni e Filippeschi hanno accusato il Governo di fare scelte a vantaggio di amministrazioni "amiche": «I casi più eclatanti - hanno spiegato - riguardano i soldi promessi a tambur battente al Veneto per l'alluvione, mentre la Toscana ancora aspetta lo sblocco dei soldi stanziati per legge per i danni del maltempo dell'anno scorso, e i rinforzi alle forze dell'ordine per i patti della sicurezza. Prato ha avuto 8 poliziotti in più,Verona 33, mentre Pisa nessuno».