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Pescara, 20/06/2026
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Data: 16/11/2010
Testata giornalistica: Il Tempo - Edizione Abruzzo
«Non ho mai favorito nessuno» Bertolaso smentisce Spadaccini. L'imprenditore in carcere aveva tirato in ballo l'ex capo della Protezione civile

PESCARA «Guido Bertolaso voleva farmi fuori. Avevo ottenuto l'appalto dalla Protezione civile per i Canadair e lui voleva revocarmi l'affidamento». Nel suo ultimo interrogatorio in carcere l'imprenditore aeronautico Giuseppe Spadaccini ha tirato in ballo l'ex capo della Protezione civile. Ampli stralci di quel verbale sono stati pubblicati ieri da La Repubblica, e hanno suscitato l'immediata replica di Bertolaso: «Non ho mai svolto attività per favorire qualcuno». Al pubblico ministero Mirvana Di Serio che lo stava interrogando in merito alla maxi evasione fiscale per novanta milioni di euro, Spadaccini ha raccontato degli ingenti versamenti da lui fatti negli ultimi anni alla International Press, società amministrata da Valter Lavitola e proprietaria del giornale L'Avanti. Somme cospicue: un milione e duecentomila euro già pagati, un altro milione e ottocento da saldare. Spadaccini ha raccontato che quei soldi erano una forma di riconoscenza verso Lavitola, che l'aveva aiutato a difendere la commessa da cinquanta milioni di euro «insidiata» - a suo dire - dall'ex numero uno della Protezione civile. L'appalto per la fornitura di Canadair, piccoli aerei impiegati nello spegnimento degli incendi, era stato vinto dalla Sorem dell'imprenditore abruzzese. «Guido Bertolaso voleva revocarmi l'affidamento - dichiara Spadaccini nell'interrogatorio -. Sono convinto che lo facesse per avvantaggiare la società Cai, nella quale suo fratello Antonio all'epoca era direttore generale. Bertolaso non mi metteva in pagamento le fatture. Aveva anche fatto inserire nella Finanziaria 2003 una norma per revocare gli appalti in corso. Una specie di norma ad personam contro di me. Mi dovevo difendere. Allora chiesi aiuto a Lavitola. Riuscimmo a ottenere una raccolta di firme di parlamentari a mio favore. Senza Lavitola sarei sparito prima. Il suo intervento è stato fondamentale». E infatti l'imprenditore abruzzese riuscì a blindare il suo appalto grazie alle firme di centotrenta parlamentari del centrodestra in calce a una lettera indirizzata a Silvio Berlusconi. Ieri fonti vicine a Bertolaso hanno smentito le dichiarazioni di Spadaccini. «Non è vero - hanno sostenuto - che il fratello di Bertolaso era direttore della Cai quando la Sorem si è aggiudicata l'appalto: rimase infatti alla Cai fino al 2004, mentre la firma del contratto con cui fu assegnata la gestione della flotta dei Canadair alla Sorem è dell'anno 2005». E inoltre all'appalto alla società di Spadaccini si arrivò con una gara con procedura comunitaria «e dunque non si capisce come Bertolaso avrebbe potuto svolgere attività d'indirizzo. L'unico obiettivo che si è sempre cercato di raggiungere - sottolineano fonti vicine a Bertolaso - è stata la piena efficienza delle flotta dei Canadair, obiettivo dimostrato dai fatti». Nello stralcio di verbale pubblicato ieri da Repubblica viene citato anche il parlamentare abruzzese Sabatino Aracu, socio di una delle società di Spadaccini e finito sott'inchiesta nell'ambito della Sanitopoli. «Ho chiesto io ad Aracu di entrare in una delle mie società - spiega l'imprenditore aeronautico al pubblico ministero Mirvana Di Serio -. Aracu mi ha tutelato sempre contro Bertolaso».

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