Caccia a un pazzo che ha minacciato con la pistola il controllore di un bus. Il fatto è accaduto in corso Umberto, a Montesilvano, il 27 ottobre, alle 16. La vittima è un dipendente dell'Arpa, 50 anni.
I carabinieri ritengono che ad agire sia stato uno slavo, forse un rumeno, per fattezze del volto e per l'italiano stentato ma con una forte cadenza di chi proviene dai Paesi dell'Est. Giovanissimo, massimo vent'anni. I testimoni non hanno fatto tempo a vedere la targa dell'auto con la quale l'aggressore si è allontanato, però hanno indicato ai militari modello e colore della vettura e da questi elementi è partita l'indagine. A buon punto, conferma il capitano Enzo Marinelli.
I fatti. L'ispettore sale sul bus e ferma sulla porta un ragazzo senza biglietto e senza documenti. Questo, costretto a scendere, inveisce contro il controllore che non chiama le forze dell'ordine e, evidentemente non impaurito dalle minacce, rimane in zona per salire su altri bus e continuare così il suo lavoro. Di lì a poco, alla stessa fermata, si presenta anche il ragazzo ma stavolta è armato di pistola. Per fortuna passa un autobus, il controllore sale e così sfugge al pericolo. A sua volta l'aggressore risale come un fulmine sulla macchina sulla quale è arrivato praticamente fin nella pensilina, a guidare però è un altro giovane.
La pistola era un giocattolo o era vera? Al momento si possono fare solo congetture ma l'episodio resta gravissimo anche se si trattasse di un'arma giocattolo.
Non è la prima volta che i controllori dei bus vengono minacciati da passeggeri senza biglietto ma questo è un caso diverso, nella migliore delle ipotesi l'ispettore si è trovato di fronte un teppista. Aggressioni di questo tipo sono "normali" in città come Palermo o anche Milano, non nell'area metropolitana pescarese. La sicurezza sui mezzi pubblici è un problema vero e misura la civiltà di una città, vuol dire che anche da questo punto di vista l'Abruzzo sta subendo un procedimento di imbarbarimento.