TORINO. Alle 7,10, puntualissimo, lascia la stazione di Torino Lingotto, con i primi passeggeri a bordo, il treno di Arenaways, la società privata che prova a rompere il monopolio delle Ferrovie. Due ore dopo entra a Milano Porta Garibaldi, con dieci minuti d'anticipo rispetto all'orario previsto, ma senza fermate intermedie.
Con il fischio della giovane capotreno Laura Scognamillo, 26 anni, figlia di un ferroviere siciliano, parte la sfida della piccola società di Alessandria. Un avvio tra polemiche e tensioni. Lo confermano i cartelli sulle biglietterie di Torino Porta Susa: «Non si danno informazioni su altri vettori». Sui monitor però il nome di Arenaways c'è e lo speaker in stazione annuncia l'arrivo del treno citando, con un'errata pronuncia, il nome della società. «Si pensa che la concorrenza si possa vincere con un'opera di sfiancamento - osserva l'amministratore delegato della società, Giuseppe Arena - ma ce l'abbiamo fatta lo stesso, anche se non è la partenza che avremmo voluto. I passeggeri sono pochi, ma ci faremo conoscere. E' una giornata storica». Arena ricorda che ha presentato tre ricorsi: all'Antitrust, all'Ufficio regolazione dei servizi ferroviari del ministero dei Trasporti, e alla Commissione Europea.
Il treno, giallo e rosso, è pieno di servizi accattivanti: si può fare la spesa a bordo, scegliendo i prodotti e ritirando la spesa al ritorno in stazione o lasciare i vestiti in lavanderia come in albergo e riprenderli, tre giorni dopo, puliti e stirati. La classe è unica e le carrozze sono fornite di prese di corrente e monitor su cui compariranno le news e un video sulla sicurezza a bordo come sugli aerei. «Abbiamo visto - spiega Patrizia De Bernardi, coordinatrice dei servizi sui treni Arenaways - da una indagine effettuata, che la maggioranza dei pendolari è single. Il rischio è che debbano passare il sabato a fare le commissioni, noi proviamo a dare loro una mano». C'è anche il minimarket accanto allo snack bar e alcuni prodotti hanno il marchio AW della società: pasta pugliese, olio, conserve, vino. I pendolari per ora sono pochi. L'Ufficio di regolazione dei servizi ferroviari (Ursf, organo del ministero dei Trasporti) ha limitato le corse solo a Torino e Milano affinchè «non vi sia interferenza alcuna con i servizi per i quali è previsto un contributo pubblico».
Angela è salita sul treno «per curiosità», così come Corinne che studia all'Università della Bicocca e confessa di essere «nauseata dai treni delle Ferrovie. Si vede la differenza, qui posso andare in bagno senza rischiare di beccarmi un'infezione». Sante Altisio e Paolo Pellegrini, invece, vanno a Milano per lavoro e il treno Arenaways lo hanno preso per caso: «C'è una bella differenza, non sembra neppure un treno». A molti passeggeri è piaciuta l'idea di poter fare il biglietto a bordo senza pagare sovrapprezzo (il ticket point accetta anche le monetine), così come piace la garanzia del rimborso di una parte del biglietto in caso di ritardo superiore a mezz'ora qualunque sia la causa.
La sfida con Trenitalia è appena iniziata ma Laura, capotreno Arenaways, l'ha già vinta. Per lei, figlia e nipote di ferrovieri, a 26 anni è arrivata l'assunzione a tempo indeterminato. E la soddisfazione di dare, ieri, il fischio di partenza del nuovo treno.