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Pescara, 20/06/2026
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16/11/2010
Il Messaggero
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Accuse tra Chiodi e Cialente, poi a sorpresa scoppia la pace. Il presidente della Repubblica, Napolitano, torna in città
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Prima le accuse incrociate, le ennesime negli ultimi giorni: «Non si fanno cose che la legge assegna ai Comuni» ribadisce Cialente; «Io ho finanziato i soldi per il centro storico e mi aspettavo che tutti fossero contenti, invece no» replica stizzito Chiodi. Poi, a sorpresa, scoppia la pace, con un lungo abbraccio, suggerito da un cronista, davanti alla folta platea che assiste alla conferenza stampa di presentazione del documento unitario per il rilancio delle attività produttive. Chiodi e Cialente fanno buon viso a cattivo gioco, ma in realtà sulle questioni sostanziali il divario tra i due è sempre più evidente e i rapporti tra Comune e struttura commissariale ormai logori. Il nodo dei dissapori è sempre quello: Cialente reclama la centralità del ruolo dell'amministrazione, mentre Chiodi sembra voler proseguire spedito sulla strada "del fare", senza tergiversare. Ne sono nati attriti che i due protagonisti della contesa hanno confermato anche ieri, prima della conferenza stampa a cui hanno partecipato entrambi. Il sindaco, in particolare, non sembra voler arretrare: «Non si fanno cose che devono fare il sindaco e i Consigli comunali. Si va avanti a far vedere che si fa qualcosa con gli spot. Ho scoperto, ad esempio, che qualcuno (Del Corvo, ndr) ha deciso dove va la Biblioteca provinciale, che viene spostata dopo un secolo e mezzo. Può essere che questa cosa la città non la sa? Si sta sbagliando tutto. Con questo metodo non si stanno risolvendo problemi centrali: qual è, ad esempio, il prezziario vero per abbattere e ricostruire? Sono preoccupatissimo». Cialente ha detto di sentirsi «assalito dalla solitudine». «Sono pronto a porgere sempre l'altra guancia - ha concluso il sindaco -, ma posso farlo come Massimo Cialente, non come sindaco. Stiamo tornando al centralismo dei primi giorni». Stizzita la replica di Chiodi: «Il sindaco si sente tagliato fuori? Assolutamente no, ognuno vuole invadere i campi degli altri. Io sono il commissario delegato alla ricostruzione e ho il compito di trovare le risorse e finanziare tutti i beni pubblici e il patrimonio culturale. Finalmente, invece, si riesce a capire che il piano di ricostruzione del centro storico è un compito dei Comuni. Siamo in attesa fervida che le amministrazioni facciano i piani. Noi abbiamo finanziato tutta la parte pubblica e siamo pronti a fare lo stesso con la parte privata. È necessario, però, che qualcuno faccia la sua parte. Non sono uomo di polemiche, ma sono una persona che vuole fare le cose che ha il dovere di fare. Abbiamo finanziato il centro storico, mi sarei aspettato che tutti fossero felici e contenti, invece così non è. Non c'è alcuna confusione: ci atteniamo alle prerogative della legge». Chiodi ha replicato anche agli attacchi della Uil, che nei giorni scorsi aveva contestato duramente prima la nomina di Luciano Marchetti a soggetto attuatore per la messa in sicurezza dei Beni culturali e poi l'annunciato decreto che conterrà i primi interventi per il centro: «Se fossi in loro sarei interessato al fatto che le cose si facciano, non a chi fa cosa, altrimenti qualcuno potrebbe pensare che ci sono altri interessi in giro. E poi il sindacato ha fatto l'errore di prendere lo schema del decreto come se fosse cosa conclusa. Marchetti si occuperà di tutte le opere fino al consolidamento, il restauro sarà gestito dalla Sovrintendenza». «Il sindacato non vuole gestire nulla - ha controbattuto Gianfranco Cerasoli, della Uil -: chiede solo rispetto delle regole, partecipazione, trasparenza».
Torna Napolitano. È molto probabile che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, tornerà all'Aquila, forse il prossimo 15 dicembre. Dopodomani si terrà la prima riunione operativa per organizzare l'evento. C'è già un abbozzo di programma: il presidente potrebbe presenziare all'inaugurazione della restaurata fontana delle 99 cannelle e poi partecipare alla seduta del Consiglio regionale. Sull'evento, però, c'è un grosso punto interrogativo: la crisi del Governo nazionale. Sarebbe la terza visita in città dopo il terremoto, la quarta in totale.
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