L'AQUILA. A due mesi dall'apertura dell'anno scolastico è ancora emergenza trasporti per gli studenti della città. A denunciare il problema è Angelo Mancini, preside dell'istituto Cotugno (licei Classico, Linguistico, Scienze sociali e Pedagogico) e capogruppo in consiglio comunale dell'Idv, che chiede un maggiore impegno economico da parte della Regione e del Comune.
«L'Aquila è esplosa in termini territoriali, è perciò importante che i trasporti funzionino al meglio, altrimenti il traffico continuerà ad aumentare a dismisura» dice Mancini «davanti al polo scolastico di Pettino tutte le mattine si formano code di auto private e ci sono ancora alunni che spesso arrivano in ritardo a causa dell'inefficienza dei mezzi pubblici o che devono affrontare viaggi interminabili per raggiungere la scuola dalla periferia. Non c'è inoltre sufficiente accordo tra servizio urbano ed extraurbano - Ama, Arpa e Paolibus - la situazione rispetto all'inizio dell'anno scolastico è notevolmente migliorata, ma presenta ancora criticità. Il problema è soprattutto economico» continua il preside «non è possibile che ancora oggi la Regione eroghi un contributo all'Ama sul calcolo dei chilometri del 1982: due terzi di quelli effettivamente percorsi prima del sisma e ancora meno di quelli percorsi oggi, a causa del decentramento delle abitazioni. Anche il contributo comunale per il trasporto (2milioni l'anno) è invariato dal 2001. E' necessario un maggiore impegno economico».
Ma il problema dei trasporti non riguarda solo le scuole superiori: in difficoltà infatti sono anche alcuni alunni delle elementari. «Per gli scuolabus il Comune ha un contratto con la società privata Cta. Il contratto varia in base al numero di alunni trasportati» spiega Mancini «l'anno scorso i bambini che utilizzavano il servizio erano 560, quest'anno sono più di 660 e c'è ancora chi non riesce ad usufruirne. Da 800mila euro dell'anno scorso si è passati a pagare alla società quasi un milione, con una integrazione di 159mila euro. Ma restano ancora casi da risolvere». Infatti, per circa 20 alunni di Preturo che frequentano la scuola Mariele Ventre a Pettino e per qualche bambino che da Bagno e da Pianola deve raggiungere l'elementare di Roio non c'è la possibilità di usare il bus. Bisogna accontentare le famiglie» continua il preside «d'altra parte le scuole realizzate con le donazioni post-sisma, come quella di Roio (di 1500 metri quadrati, costata 2 milioni), adesso non possono essere lasciate morire. Per il prossimo anno, inoltre, il Comune, dovrebbe valutare l'ipotesi di passare il servizio alla propria società, l'Ama».