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Pescara, 20/06/2026
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Data: 16/11/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Crisi di Governo - Il Fli esce dal governo: fiducia finita ma voteremo la legge di stabilità. Fuori anche l'Mpa. Urso: nuovo esecutivo con Udc, Api e Lombardo

di CLAUDIA TERRACINA

ROMA- Le dimissioni «irrevocabili» della delegazione di governo di Futuro e libertà arrivano in mattinata con uno stringato comunicato annunciato dal coordinatore del partito, Adolfo Urso. Subito dopo i capigruppo futuristi di Camera e Senato, «preso atto delle dimissioni del ministro Andrea Ronchi, del viceministro Urso e dei sottosegretari Buonfiglio e Menia», sottolineano che «è venuto meno il rapporto fiduciario nei confronti del governo», ma confermano «con profondo senso di responsabilità, l'impegno a sostenere nell'interesse del Paese la legge di stabilità e di bilancio». Comincia così una giornata di incontri e ulteriori fibrillazioni che preparano la crisi.
La reazione del Pdl è nettissima. Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, parla apertamente di «tradimento». Ma intanto anche il sottosegretario del Mpa di Lombardo, Giuseppe Reina, esce dal governo e il suo partito, per bocca di Aurelio Misiti annuncia «il sostegno a un altro esecutivo insieme all'Api di Rutelli e all'Udc di Casini». Tutto si muove, dunque, eppure tutto rallenta. Si attendono le mosse di Berlusconi e, soprattutto, si aspetta il colloquio dei presidenti delle Camere, Gianfranco Fini e Renato Schifani, con il presidente della Repubblica, oggi pomeriggio. Il capo dello Stato, che ieri alla Camera ha avuto un colloquio con Fini (il quale ha ribadito che «è responsabilità della classe dirigente aver smarrito il senso della dignità, della responsabilità e del dovere che dovrebbero essere proprie delle cariche pubbliche»), ha infatti convocato i presidenti dei due rami del Parlamento al Colle. Presumibilmente per stabilire tempi certi per l'approvazione della Finanziaria e un percorso senza strappi istituzionali verso la formalizzazione della crisi. I contatti proseguono febbrili, in attesa della presentazione delle mozioni di sfiducia. E i tempi potrebbero essere più lunghi del previsto. Intanto, in attesa delle comunicazioni del Colle, sono state sconvocate le riunioni dei presidenti dei gruppi di Camera e Senato. Quindi, si potrebbe entrare nella fase acuta della crisi solo in dicembre, in concomitanza con il pronunciamento della Corte costituzionale sul legittimo impedimento. «Che se dovesse essere bocciato- ragionano i finiani- non consentirebbe più a Berlusconi di rivendicare la guida di un governo rafforzato e rimpastato».
Intanto, l'opposizione, con una lettera del capogruppo alla Camera, Dario Franceschini alla presidenza di Montecitorio, chiede che la mozione di sfiducia venga calendarizzata immediatamente dopo l'approvazione della Finanziaria. E, contestualmente, apre all'ipotesi di un'alleanza con Futuro e libertà: «Caduto il governo Berlusconi, siamo pronti a un Esecutivo di responsabilità nazionale per affrontare insieme i problemi del Paese», avverte. E il coordinatore di Fli, Adolfo Urso, non esclude del tutto l'ipotesi, pur dichiarando che i futuristi «vogliono sempre muoversi all'interno del centrodestra». Tuttavia, ripete che «se non arriveranno risposte da parte del premier, dopo l'approvazione della Finanziaria, il movimento di Gianfranco Fini presenterà una sua mozione di sfiducia al governo. E- aggiunge- faremo di tutto per fronteggiare le emergenze del Paese, la crisi economica e sociale, ma anche la modifica della legge elettorale con un govenro nel quale ci sia anche l'Udc». Fa di più Fabio Granata che si spinge a ipotizzare «la nascita di una terza Repubblica basata sui valori della legalità, della solidarietà e della giustizia sociale, alla quale spero potranno aderire anche quei leghisti e quegli esponenti del Pdl che non si sentono rappresentati da certi vertici».


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