Indagati decine di dirigenti e vertici che per anni non hanno visto nulla
Accadeva di tutto ali'Acms, aziendaacapitale pubblico che gestisce il servizio di trasporto in provincia di Caserta con 500 dipendenti. Ed erano proprio 45 tra questi dipendenti (ma gli indagati sono molti di più) a mettere in atto truffe e ruberie tali «da provocare il tracollo finanziario dell'ente e la negazione del servizio» in provincia di Caserta. Le indagini della Polstrada di Caserta offrono uno spaccato allucinante di come andavano le cose. Otto persone, tra autisti e dirigenti, sono finiti agli arresti domiciliari e altre 37 sono state colpite da divieti di dimora. I dettagli dell'operazione sono stati illustrati ieri nel corso di una conferenza stampa dal Procuratore di S. Maria Capua Vetere Corrado Lembo, dal procuratore aggiunto Raffaella Capasso, dal sosti tuo procuratore Dotato Ceglie, da Giuseppe Salomone comandante del Compartimento Polstrada Campania, da Giovanna Rizzo comandante Polstrada di Caserta e Luigi Marzocchella comandante polstrada di Mondragone Tutto ha avuto inizio da un incidente stradale a San Giovanni Rotondo. Alla guida di un pullman della ditta privata «Mataluna viaggi» c'era un autista dell'Acms che in quel momento avrebbe dovuto essere in servizio sulla tratta Caserta-Marcianise. Il suo foglio di presenza sarebbe stato successivamente falsificato per sviare le indagini. Autisti prestati ai privati La Polstrada ha accertato che in numerose occasioni autisti che dovevano essere in servizio in realtà lavoravano contemporaneamente per ditte private. Uno addirittura è stato «beccato» a 600 chilometri di distanza dal luogo di lavoro e altri erano a Parigi o Madrid. E quando si verificavano incidenti stradali o i conducenti infedeli venivano indentificati alla guida di mezzi di ditte private c'era qualcuno all'interno dell'azienda pronto a mettere in atto maldestri tentativi di copertura con falsificazione di atti. Cartellini timbrati da terzi Gli investigatori hanno documentato con una telecamera nascosta che i dipendenti facevano timbrare più cartellini di presenza ad un unico collega o addirittura al personale delle pulizie. Così risultavano in servizio quando facevano un altro lavoro, spesso per conto di ditte private e alla guida di bus turistici. Falsi certificati medici Quando i dipendenti avevano bisogno di più giorni, magari perché dovevano recarsi all'esterno alla guida di altri mezzi, si facevano rilasciare certificati di malattia da professionisti compiacenti. Per questo tra gli indagati ci sono anche diversi medici. Gasolio rubato La Polstrada, grazie ad una telecamera nel piazzale del deposito dell'Acsm, ha inoltre accertato che diversi dipendenti riempivano taniche di carburante che poi utilizzavano per fini personali. In qualche circostanza rifornivano le loro vetture direttamente dal distributore di carburante aziendale. Danneggiamenti Spesso i bus dell'Acms venivano danneggiati così il giorno dopo si doveva far ricorso al noleggio di mezzi privati a vantaggio delle ditte di trasporto compiacenti. A tali ditte, dipendenti che poi erano stretti parenti dei titolari, fornivano anche indicazioni per fare in modo che i privati precedessero nei collegamenti di linea i mezzi pubblici in maniera da prendere a bordo tutta l'utenza in attesa e far circolare vuoti i bus dell'Acms. Truffa dei telepass L'economo dell'Acms che gestiva i telepass aziendali li cedeva a persone di sua fiducia per cui sono stati pagati pedaggi autostradali, anche in altre regioni d'Italia, per viaggi personali. In una circostanza un autista ha finanche preso un bus per trasportare delle merci mentre avrebbe dovuto essere in servizio.