TRASPORTI La Scav: «Dateci 200 mila chilometri in più, noi siamo già pronti a coprire tutto il comune»
AVEZZANO. Eccolo il nuovo piano dei trasporti pubblici: 200 mila chilometri in più all'anno, tratte più brevi, collegamenti con Borgo Angizia, Scalzagallo e Pulcina, via Garibaldi e il Cupello, maggiore rapidità nel mettere in relazione due punti della città attraverso l'istituzione di corse circolari. Tutto pronto, sulla carta, perchè il problema ora è politico.
Si attende che la Regione riconosca ad Avezzano un totale di chilometraggio superiore a quello attuale, insufficiente per dare una risposta reale ad una città che negli ultimi anni si è allargata. Tanto che alcuni quartieri - quello popoloso del Cupello, per esempio - non sono per nulla serviti dal trasporto pubblico.
«Noi il nostro lavoro lo abbiamo fatto» dice Aldo Rocchi, il presidente della Scav, la cooperativa che fornisce il servizio con 17 mezzi, 15 autisti e 3 amministrativi «e saremmo anche pronti oggi stesso a mettere in pratica il piano redatto dall'Università di Tor Vergata e apprezzato dall'amministrazione comunale, ma abbiamo le mani legate: non possiamo sforare i 347 mila chilometri all'anno. Ce ne servirebbero il doppio o almeno 550 mila come dichiara lo studio tecnico realizzato dalla facoltà di ingegneria dei trasporti».
E il paradosso sta nel raffronto con altre cittadine abruzzesi. Ortona, ad esempio, con quasi la metà degli abitanti di Avezzano può contare su un contributo che copre 505 mila chilometri; Vasto e Lanciano addirittura un milione e mezzo; pure Giulianova che deve coprire un territorio di un quinto rispetto a quello di Avezzano può contare su 380 mila chilometri pagati dalla Regione. E la situazione peggiora perchè tagli e investimenti vengono sempre regolati sul bilancio dell'anno prima, penalizzando ulteriormente il comune di Avezzano scivolato infatti in fondo alla classifica dei chilometri disponibili delle città abruzzesi
«E' comunque un problema generale», aggiunge Aldo Rocchi, «di tutto il sistema del trasporto pubblico abruzzese che andrebbe rivisto per razionalizzare i percorsi: ci sono doppioni e intrecci inutili, così come zone clamorosamente scoperte. Ad Avezzano abbiamo la coperta corta e alcune aree sono senza servizio. Potremmo portarcelo, però questo significherebbe sguarnire un altro posto. E' quindi necessario un ragionamento politico che ci consenta di allargare il servizio e modificarlo a seconda delle nuove esigenze. Manca la cultura del trasporto pubblico, è vero, ma se il servizio è carente non potremo mai cambiarla. Oggi abbiamo delle corse che portano da una parte all'altra della città in un'ora: nessuno è invogliato a usare il bus, meglio la macchina. Se invece riusciamo a creare dei percorsi circolari e razionalizzare le fermate daremmo un servizio rapido e comodo».
Contrariamente a quanto si pensa, ad Avezzano il trasporto pubblico è apprezzato. Tra biglietti e abbonamenti si paga il 35 per cento delle spese del servizio e si tratta della percentuale che la legge ritiene come sufficiente per definire positiva l'attività. I maggiori fruitori sono gli studenti, non a caso la fascia oraria più "popolata" è quella dalle 7 alle 9 (il 31,4 per cento dell'uso) seguita da quella dalle 12.30 alle 14 (il 21,2 per cento). Tanti anche i biglietti emessi a 90 centesimi a corsa (prezzo imposto dall'autorità regionale): 107.096 nel 2009. «Gli autobus sono usati», prosegue Rocchi, «e questo ci induce a pensare che un aumento dell'area servita sarebbe un investimento redditizio anche per la vivibilità cittadina». La Scav sarebbe pronta a partire da subito. Certo, i 17 mezzi (due dei quali elettrici) andrebbero forse aggiornati, ma sarebbero sufficienti a sopportare l'aumento del chilometraggio. Basterebbe qualche autista in più.