Iscriviti OnLine
 

Pescara, 20/06/2026
Visitatore n. 755.148



Data: 17/11/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Imprese in affanno, la Cgil lancia l'allarme. Trasatti: la mobilità è cresciuta del 60%, un declino che riguarda tutti i settori

Intanto il sindacato inaugurerà entro l'anno la nuova sede in costruzione all'interno del nucleo industriale di Pile

L'AQUILA. «Senza il lavoro questo territorio è destinato a morire. L'occupazione resta una priorità in agenda, accanto alla ricostruzione delle abitazioni».
A parlare è il segretario provinciale della Cgil, Umberto Trasatti. La nuova sede del sindacato, all'interno del nucleo industriale di Pile, sarà inaugurata entro l'anno. «Un modo per ripartire, anche fisicamente», dice Trasatti «e per dare un segnale di ripresa con una struttura adeguata, a servizio dei cittadini».
La vecchia sede della Cgil, alla Fontana Luminosa, è andata distrutta con il terremoto. «Stiamo realizzando un nuovo edificio», dice il segretario provinciale, «in un'area con destinazione a servizi dove troveranno posto anche la Uil e il Centro servizi volontariato (Csv). Al piano terra saranno dislocati gli sportelli per i cittadini e l'auditorium, al primo piano gli uffici delle categorie e della segreteria provinciale. Il miglioramento delle prestazioni e dell'assistenza è fondamentale come segnale importante di ritorno alla normalità».
Trasatti affronta il delicato tema del lavoro che manca, in una città dove la disoccupazione dilaga.
«I recenti dati forniti dall'Inps», evidenzia, «prospettano un quadro allarmante: ad agosto scorso abbiamo avuto, all'Aquila, un incremento della mobilità pari al 60 per cento rispetto allo stesso periodo del 2009. È il segnale chiaro che molte imprese, dopo un lungo periodo di cassa integrazione, si stanno avviando verso la chiusura».
Un declino che tocca, a macchia di leopardo, un po' tutti i settori: industriale, artigianale, commerciale. E a pagare lo scotto sono tanto le piccole e medie imprese, quanto le grandi fabbriche.
Trasatti snocciola altri numeri: nel 2009 la provincia dell'Aquila ha perso 5.700 posti di lavoro, 3mila sono concentrati nei comuni del cratere. Il livello medio delle pensioni non supera i 570 euro mensili, che scendono a 500 per gli autonomi.
Poi, l'appello al Governo chiamato «a investire parte delle risorse della ricostruzione per l'occupazione e l'incremento del tessuto produttivo locale. Abbiamo accumulato un forte ritardo. C'è un problema di strategia complessiva: nel modello Friuli, partecipativo, si è data priorità alle fabbriche e al lavoro, poi a case e monumenti. All'Aquila sta avvenendo il contrario, con il rischio di pesanti ripercussioni sull'economia e sulle famiglie. Stiamo perdendo troppi posti di lavoro: siamo di fronte a una crisi senza precedenti, che ha bisogno del sostegno del Governo e di risorse da investire sull'occupazione».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it