Gtm, cento autisti costringono l'azienda a revocare l'aspettativa
PESCARA. Tensione alla Gtm per l'assemblea, non autorizzata, di 100 autisti che hanno chiesto a gran voce, ottenendola, la revoca dell'aspettativa per un collega malato oncologico. Di fronte allo schieramento dei dipendenti che hanno invaso il corridoio del 2º piano della sede della Gtm, il presidente Michele Russo per sedare la protesta dei lavoratori, protagonisti secondo lui di «un'azione illegittima», ha minacciato di chiamare i carabinieri. La voce di chi protestava si è smorzata solo quando Russo ha garantito che fino al 31 dicembre nessun dipendente malato sarà messo in aspettativa.
Ma entrerà a far parte del gruppo dei 25 «lavoratori non idonei». La diatriba fra dipendenti e Gtm verte sul fatto che gli autisti che per motivi di salute non possono più svolgere le proprie mansioni chiedono di essere reintegrati nell'azienda con compiti diversi, mentre la Gtm rivendica l'applicazione del contratto di 2º livello concordato 5 anni fa con i sindacati locali. In base a quanto stabilito dal contratto, l'azienda s'impegna a garantire a tempo indeterminato il posto solo a 13 autisti "non idonei" a guidare gli autobus.
I "non idonei" assunti sono 25, di cui 15 dovrebbero rientrare nel contratto, mentre per gli altri 10 il futuro lavorativo è incerto. «Chiediamo ai dipendenti», ha detto Russo, «il rispetto degli accordi, per cui i non idonei non verranno riqualificati». L'azienda è disposta ad aspettare il 31 dicembre per mettere in aspettativa i lavoratori "non idonei", contestualmente la Gtm ha raddoppiato gli incentivi per il prepensionamento dei 15 dipendenti inidonei che rientrano nel contratto di 2º livello. «Non spetta a sindacati e dipendenti», ha detto Pierluigi Venditti, direttore del personale, «stabilire se un lavoratore debba essere riqualificato dall'azienda. I lavoratori malati devono utilizzare il canale previdenziale che la legge riconosce loro, chi è malato deve andare in malattia».
Ma i lavoratori della Gtm vogliono maggiori garanzie a tutela di quei dipendenti che rischiano di perdere il posto per il sopraggiungere di uno stato di malattia e per questo stanno cercando con l'aiuto dei sindacati Cgil, Cisl e Uil una mediazione con l'azienda. «Per contratto fino al 31 dicembre», afferma Giancarlo De Salvia della Cgil, «nessun lavoratore malato doveva essere messo in aspettativa, mentre il caso di oggi è stato il quarto in meno di un mese. I lavoratori chiedono che i non idonei vengano riqualificati con altre mansioni e se le loro richieste verranno ignorate, continueremo la protesta con lo sciopero e lo stato di agitazione». La Gtm, oltre che con l'osservanza del contratto siglato nel 2005, ha motivato la propria posizione evidenziando il problema delle risorse economiche sulle quali sta per abbattersi un taglio del 40%.
«L'80% dei costi dell'azienda», ha detto Russo, «è costituito dalle retribuzioni dei dipendenti. Razionalizzare le risorse umane servirà a evitare futuri licenziamenti».