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Pescara, 14/04/2026
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Data: 23/11/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Venturoni, l'assessore diventa suggeritore. Dimissioni e veleni. E allora Piccone dice: «Ci avvarremo comunque della sua esperienza»

PESCARA - Si dimette di domenica mattina nel salotto di Gianni Chiodi, il presidente in maniche di camicia con moglie e figlie la tazzina di caffè fumante riceve la lettera di addio come si fa con un vassoio di bignè o la confezione di tagliatelle, quelle per il ragù. Ecco la lettera, grazie prego. Lanfranco Venturoni però non si ferma a pranzo, non ci pensa proprio. Consegna la sua decisione e poi via a casa, amici come sempre e chissà se è vero. Dimissioni domiciliari, le sue. E' il format familiare della politica regionale introdotto sotto l'era Chiodi, incontri dimissioni scambi di opinioni si fanno a casa o in piazza Sant'Anna a Teramo, assessori che entrano in casa, presidenti che escono. La gente che guarda osserva commenta. La Regione formato domestico, con amici e soci di studio e lettere di dimissioni ridotte a fatto privato. Affresco da profondissimo sud.
Non è un addio morbido, proprio per niente. Venturoni è arrabbiato nero e il rinvio della conferenza stampa di sabato scorso lo vive come un affronto personale, «sono stato scaricato» dice agli amici. Si toglie di mezzo, «oggi sono io il cattivo» scrive nella lettera, «l'assessore salito agli onori delle cronache nazionale per aver esposto la sua Regione ad un nuovo scandalo giudiziario. Io sono l'assessore che non può svolgere degnamente il ruolo al quale il presidente della Regione l'ha chiamato». Non sa attendere Venturoni, «perchè sono a corto di pazienza». Un messaggio chiaro per il presidente e il centrodestra. «Arrivo allo scopo di queste mie righe, che è uno scopo che pretende l'ufficialità della parola scritta e la serietà degli atti certi»: mi dimetto, scrive. E' veleno allo stato puro, veleno per chi ascolta. Non sono alla vostra altezza, sono indegno. Messaggi che suonano come campanelli di allarme. Fatto sta che dopo il siparietto domestico seguono contatti frenetici, i coordinatori del Pdl concordano con Chiodi un appuntamento per questa mattina a Celano, all'ordine del giorno il rimpasto e la sostituzione di Daniela Stati e di Lanfranco Venturoni. Ma non sarà un semplice rimpiazzo di pedine, è un'operazione molto più complessa quella che si accinge a firmare il Pdl: è Piccone nel pomeriggio di ieri a fissare lo spartito del rimpasto, a dire che Gianni Chiodi terrà per sè la delega alla Sanità come succede d'altronde in tutte le regioni commissariate a cominciare dal Lazio. Ma è nelle ultime righe del comunicato che Piccone risponde al messaggio di Venturoni, non ti abbandoniamo dice, non ti scarichiamo. Anzi, quella delega, vedi, la teniamo in caldo. E lui potrà prepararsi a bordo campo. «Alla giunta regionale - scrive il coordinatore Pdl - mancherà senz'altro la sua presenza in questo momento, in quanto lo riteniamo una risorsa essenziale, ma ciò non toglie che questa amministrazione di centrodestra possa avvalersi comunque dell'esperienza, la professionalità e la capacità politica di Lanfranco Venturoni». Tradotto significa che Chiodi terrà sì la delega alla Sanità ma che in tutto e per tutto sarà affiancato da Venturoni, nel ruolo di "suggeritore" come qualcuno dello staff del presidente l'ha già ribattezzato. Un'idea che i chiodiani covavano già da parecchio tempo, anche se può sembrare strano che Piccone decida di mettere per iscritto una funzione e un ruolo che non sono esattamente un esempio di trasparenza e di legalità, che non stanno scritti in nessuno statuto. Poco c'entra che Venturoni sia il suo compare d'anello, c'entra piuttosto che Piccone ha voluto rassicurare con un impegno scritto l'ormai ex assessore regionale e rispondere con una lettera alla lettera, con un messaggio al messaggio. Sì, siamo tutti sulla stessa barca dice Piccone a Venturoni. I magistrati gli hanno impedito di fare l'assessore ma lui continuerà a farlo, come suggeritore come consulente come assessore-ombra. Dove non importa, anche casa Chiodi va bene. O piazza Sant'Anna.

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