ROMA - Il barometro del Pdl segna ancora tempesta. Silvio Berlusconi trascorre la giornata ad Arcore, mentre a Roma tiene banco il caso-Carfagna che si arricchisce di una nuova "minacciosa" promessa che rischia di pagare lo stesso presidente del Consiglio. Dice infatti Alessandra Mussolini, apostrofata ieri l'altro dal ministro con un termine napoletano non proprio lusinghiero: «Avevo posto alla Carfagna una questione politica - attacca la Mussolini - ho avuto in risposta un insulto. Non voto la fiducia ad un governo dove c'è un ministro per le Pari Opportunità che insulta le donne».
Il ministro ieri ha incassato un po' di solidarietà dal collega La Russa che, in qualità di coordinatore del Pdl, prova a gettare un po' d'acqua sul fuoco invitando il ministro alla «prudenza». «Non credo che soffierà sul fuoco», sostiene La Russa intervistato dal Corriere, «ma il problema esiste». Inoltre, ricorda La Russa «quando Cosentino si dimise perché era stato indagato, non fece polemiche. C'era una sorta di accordo tacito che sarebbe uscito dal governo senza clamori, ma sarebbe rimasto coordinatore regionale del Pdl». Su questo Carfagna «è andata a sbattere su una cosa su cui Verdini non la poteva accontentare in quella fase». Ora però «ci sono le elezioni in Campania» e «tutto è aperto». La vicenda, comunque, «non la vivo come una telenovela, ma come una battaglia politica. Comprensibile ma non irrisolvibile. Quello che può danneggiare Mara - conclude il ministro della Difesa - è la troppa esposizione mediatica». In serata poi La Russa ha abbandonato Linea Notte del Tg3 dopo un battibecco in diretta con Bianca Berlinguer e il direttore di Europa Menichini proprio sui temi Carfagna e rifiuti.
In difesa della Carfagna si schiera il ministro Frattini e la Bancofiore che sull'onestà politica di Mara è pronta a mettere «non una mano sul fuoco, ma l'intero corpo». Anche per il presidente della regione Campania Caldoro il ministro della Pari Opportunità è «un'energia e una risorsa per la Campania. Ha posto dei problemi interni al nostro territorio, è giusto darle una risposta, credo che solo il presidente Berlusconi può fare una sintesi».
La diretta interessata, che ieri pomeriggio ha incontrato il sottosegretario Gianni Letta per un chiarimento sul decreto-rifiuti, continua a sostenere che attende un chiarimento sul nodo dei termovalorizzatori in Campania che debbono essere costruiti «nella massima trasparenza e in tempi brevi». Il fronte in difesa del ministro si ferma a Lupi, visto che il ministro Romani dice di non gradire «le oscure minacce» e che «in ogni grande partito, come nel nostro, ci possono essere problemi di convivenza di tante anime. Mi auguro che il ministro prosegua la sua azione. Se ci sono problemi - concluso Romani - affrontiamoli in maniera trasparente». Come dire: cara Mara era meglio se non alzavi questo polverone in questo momento.
Contro la Carfagna si schiera di nuovo pubblicamente il presidente della Provincia di Salerno, Edmondo Cirielli: «io sono stato eletto due volte consigliere regionale, tre volte parlamentare, parlamentare europeo. Lei si trova lì grazie a Berlusconi e per correttezza e gratitudine dovrebbe tacere».