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Pescara, 14/04/2026
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Data: 23/11/2010
Testata giornalistica: Il Centro
La Stati ha scelto: «Sto con i finiani». L'ex assessore entra nel gruppo regionale: nel Pdl non sono stata mai amata

Prendo questa decisione perché sono estranea a qualsiasi situazione giudiziaria, e perché non ho avuto solidarietà

L'AQUILA. «Sono serena, riesco a prendere questa decisione perché ho la sicurezza di essere estranea a qualsiasi situazione giudiziaria». Dopo una lunga riflessione ed una trattativa partita con i vertici finiani abruzzesi, il consigliere regionale del gruppo misto Daniela Stati, entra ufficialmente in Fli che in Abruzzo è nella coalizione di centrodestra.
La Stati, costretta a dimettersi da assessore regionale per essere stata coinvolta nell'inchiesta della procura dell'Aquila su appalti per la ricostruzione post terremoto, in particolare su alcune commesse ad Abruzzo Engineering, in una conferenza stampa convocata per oggi ad Avezzano, alla quale saranno presenti gli altri due consiglieri regionali del Fli Berardo Rabbuffo ed Emilio Nasuti, spiegherà le ragioni umane e politiche della sua scelta.
Una scelta sofferta, assicura la consigliera, sulla quale hanno pesato alcuni elementi. Innanzitutto il fatto che su una delle inchieste in cui è coinvolta, quella sui rifiuti, condotta dalla procura di Pescara, sarebbe vicina la definizione positiva per la Stati. Ma nella scelta ha pesato anche la consapevolezza di essere in grado di dimostrare la sua estraneità anche nell'inchiesta dell'Aquila che l'ha costretta a lasciare la Giunta, portando in carcere il padre Ezio e il compagno. Sulla scelta di entrare nel Fli ha contato non poco il rapporto di amicizia con il parlamentare Daniele Toto, coordinatore regionale di Fli, anche lui ex Pdl. Ma non c'è dubbio che a lungo il neo consigliere di Fli abbia cullato la speranza che i vertici del Pdl, tra cui anche il premier Berlusconi, la incontrassero per mostrarle solidarietà umana e politica e quindi darle una motivazione valida a rimanere in quel Popolo della Libertà che spesso la Stati ha accusato di due pesi e due misure rispetto al trattamento riservato all'altro indagato Venturoni. Prima di vuotare il sacco nella conferenza stampa di oggi, il consigliere regionale dà un assaggio dei sassolini che si toglierà dalla scarpa: questo dopo le bordate delle passate settimane ai vertici del coordinamento regionale e allo stesso presidente Chiodi che aveva promesso un contatto con Berlusconi, poi mai avvenuto. «Non posso stare più nel Pdl» ha continuato la Stati con un tono sereno e disteso, «tre mesi mi sembrano tanti per avere la solidarietà che ho chiesto a gran voce e che non è mai arrivata. Entro in un nuovo soggetto politico da lanciare, so che ci sarà molto da lavorare, ma la cosa non mi spaventa perché sono abituata a farlo a differenza di altri che pensano solo ai propri interessi. Posso dire sono entusiasta e molto motivata».
La Stati presenterà nelle prossime ore all'ufficio di presidenza del Consiglio regionale la richiesta di passaggio in Fli e già dalla prossima seduta potrebbe essere seduta vicino ai due colleghi, il capogruppo, Berardo Rabbuffo, e il consigliere Emilio Nasuti, presidente della commissione Bilancio. Nell'accordo con Toto non ci sono altre variabili, come spiega seccamente: «Ho voglia di tornare serenamente a fare politica all'interno di un contenitore nel quale non so perché, non sono mai stata amata. Nella trattativa non abbiamo mai parlato di poltrone. Non sono attaccata alle poltrone e la dimostrazione c'è stata il 2 agosto scorso quando avrei potuto fare come hanno fatto altri, ma non è nel mio stile». Il riferimento è al caso dell'ex collega Lanfranco Venturoni, che ieri ha presentato le dimissioni. Alla conferenza stampa dovrebbe essere presente il coordinatore regionale di Fli, Toto.

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