CELANO. Questa sera il gruppo regionale del Pdl saluterà convivialmente l'ex assessore Lanfranco Venturoni, fresco di dimissioni, alla Trattoria della Resistenza, cucina casareccia, in viale della Resistenza 33, Teramo. Il nome è ricco di suggestioni, ma per la scelta del locale si è badato alla buona cucina più che al messaggio politico. Se nel Pdl c'è resistenza, questa è tutta interna, fatta di pesi e contrappesi territoriali e tra vecchi forzisti ed ex aennini, alimentata da legittime ambizioni personali che le convulsioni del partito incoraggiano. Allora si capisce perché il vertice sul rimpasto di giunta, ieri a Celano, tra il padrone di casa e coordinatore Filippo Piccone, il governatore Gianni Chiodi e il vicecoordinatore Fabrizio Di Stefano, sia stato «interlocutorio», oppure, secondo versioni meno formali, una «chiacchierata generica»: troppe le variabili sul tappeto. E tra queste anche la variabile romana del 14 dicembre, quando l'esito della fiducia al governo potrà dire qualcosa di nuovo anche in Abruzzo.
«E' stato un incontro fortemente positivo che darà vita ad un'ulteriore consultazione per arrivare in breve tempo a definire una soluzione su questa tematica», ha detto Chiodi a conclusione del vertice.
«I prossimi passi», ha spiegato Piccone, «tenderanno a rafforzare l'azione di governo regionale attraverso rimpiazzi che saranno sicuramente di qualità, e tesi più alle esigenze dell'azione di governo che alle nomine in senso generico». Di Stefano ha sottolineato il «clima sereno» della riunione: «Abbiamo messo in campo varie ipotesi di percorso, una delle quali cercheremo di concretizzare entro la fine del mese. Sabato sentiremo le impressioni del gruppo, che ci saranno molto utili, poi gli alleati, e poi chiuderemo il discorso».
Il comunicato conclusivo riassume il pensiero dei tre leader di partito, sottolineando la volontà del Pdl di «continuare a garantire nel suo mandato, nonostante le difficoltà economiche in cui versa l'Abruzzo a seguito della crisi internazionale, l'opera di risanamento finanziario già certificato dall'agenzia internazionale di rating Moody's, e l'attuazione del programma politico premiato nel 2008 dagli abruzzesi».
L'appuntamento dunque è sabato a Dragonara. L'ipotesi è che il numero degli assessori resti a quota dieci. La delega alla sanità sarà mantenuta da Chiodi. I nuovi assessori saranno comunque due con una ridistribuzione delle deleghe tra i vari assessorati. Se ci sarà l'inserimento di un esterno potrebbe saltare Federica Carpineta, che Chiodi però difende. Quanto ai finiani, a Emilio Nasuti non dispiacerebbe entrare in giunta, ma il coordinatore Daniele Toto sembra preferire le mani libere.