PESCARA - E' un numero che sta facendo impazzire Gianni Chiodi e i coordinatori pidiellini, un numero che ha tenuto banco ieri a Celano nel vertice sul rimpasto, un numero che decide la vita o la morte della maggioranza, un numero sotto al quale l'armata pidiellina nata con ventisette consiglieri non pensava mai di poter arrivare. Ventidue non è proprio un bel numero, significa che il centrodestra non ha la maggioranza alla Regione, con Lanfranco Venturoni almeno per ora confinato a Teramo con l'obbligo di dimora, con tre consiglieri passati armi e bagagli nelle truppe finiane e Giorgio De Matteis che col cappello dell'Mpa è certo organico alla maggioranza ma non è la prima volta che si mette a fare le bizze e anzi oggi firmerà con i finiani la richiesta di incontro per Gianni Chiodi. Insomma con 22 consiglieri il Pdl è al di sotto della soglia di sicurezza, non ha fiato per respirare ma soltanto per tirare a campare. E forse neppure quello. Ed è stato così, riflettendo attorno al 22 che nella Smorfia sta per 'o pazzo ma è anche il numero delle lettere dell'alfabeto ebraico, dove Tau significa più e ancora e quindi apertura verso l'infinito, che il Pdl ieri a Celano prende tempo per vedere se sarà possibile aprire una porta non tanto verso l'infinito che sarebbe davvero troppo oltre che inutile, ma verso le truppe di Fli nonostante la burrasca romana per piazzare almeno uno di loro in giunta e ammansirli per sempre. Prendendo così due piccioni con una fava: la pace della maggioranza e la spaccatura dei futuristi.
Ma per giocare il ventidue ci vuole tempo, ed è per questo che ieri coordinatori e governatore hanno deciso di rinviare tutto a sabato prossimo per sentire il gruppo Pdl. Per tenerlo buono, per calcolare quante ambizioni e quanti scontenti possono fare la differenza: basta sbagliare una mossa, scontentare qualcuno e la frittata è fatta e in consiglio regionale sono lussi che il partito di Berlusconi non si può permettere. Una scusa. In realtà il gruppo Pdl al gran completo e addizionato di senatori e governatore si riunirà già oggi pomeriggio a Teramo con Lanfranco Venturoni: l'occasione è per offrirgli solidarietà e calore, anche se il finale di serata organizzato in una pizzeria che si chiama "La Resistenza" la dice lunga sulle reali intenzioni di Venturoni & c. Resistere, è il messaggio che viene lanciato all'Abruzzo, sfidando la procura e anche gli insulti del proprietario che ha il vezzo di accogliere così chi non la pensa come lui, come gli ospiti di stasera.
I finiani quindi diventano l'oggetto del desiderio di Chiodi & c. La richiesta o la possibilità che si apra un varco nella giunta regionale, a dispetto della linea dura del coordinatore Daniele Toto, potrebbe essere stata prospettata da Emilio Nasuti la scorsa settimana durante una cena con Chiodi organizzata nel paese natale del presidente della Commissione Finanze, cioè Castel Frentano, per parlare ufficialmente di sanità. La cena poi spostata all'ultimo istante a Francavilla nell'hotel di Federica Carpineta, dall'alto valore simbolico (a casa di una pidiellina, mica di un finiano), avrebbe fatto balenare a Chiodi la possibilità di esercitare appeal su Fli. E d'altronde è proprio Nasuti in un dibattito a Reteotto a dire fermi tutti, «ma quale rimpasto, prima bisogna sentire la maggioranza», cioè anche i finiani. Di fatto oggi i finiani chiederanno a Chiodi un incontro per definire un "patto di governo", e in teoria anche qualcos'altro. Spiega Nasuti: «Non ci interessano le poltrone ma se dovessimo scoprire che i finiani possono diventare il propulsore per far marciare a dovere la maggioranza, e se il Pdl ce lo dovesse chiedere, perchè no». Hai capito. Assessore futurista a questo punto potrebbe diventare la stessa Daniela Stati che per abbracciare la causa di Fini ha rinunciato a tutti i benefit di un gruppo autonomo e che presto potrebbe incassare l'archiviazione nell'inchiesta che la riguarda. Lei o magari lo stesso Nasuti.