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Data: 24/11/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Camera, maggioranza battuta. Berlusconi al Pdl: più sobrietà Sulla Ue il Fli vota con le opposizioni: verso il no alla fiducia

ROMA - Pdl e Lega per due volte sotto alla Camera nel voto di ratifica delle modifiche al Trattato dell'Unione europea che assegna all'Italia un seggio supplementare del Parlamento europeo. A sorpresa viene infatti approvato l'emendamento dell'opposizione che di fatto attribuisce lo scranno all'Udc. La seconda sconfitta nelle ultime due settimane per una maggioranza che non regge più con i finiani che non perdono un secondo per ribadire con Italo Bocchino che il 14 dicembre non voteranno la fiducia «perché non ci sono le condizioni».
La tensione è tale che nel pomeriggio anche il ministro dell'Interno Roberto Maroni ammette che non sa neppure «se arriveremo a fare il decreto di fine anno». Silvio Berlusconi ieri pomeriggio è tornato a Roma dopo la doppia sconfitta parlamentare e ha preso carta e penna e, nel tentativo di minimizzare l'accaduto, invita la sua maggioranza alla prudenza e i suoi colonnelli e ministri ad evitare «personalismi». Scrive il presidente del Consiglio: «Il Governo ha messo a punto il Piano per il Mezzogiorno che sarà approvato nel prossimo Consiglio dei Ministri. Dopo aver varato nelle scorse settimane la legge sulla stabilità finanziaria, già approvata dalla Camera, il federalismo fiscale e il Piano per la sicurezza, il Governo incurante degli attacchi e delle polemiche, continua a lavorare con ottimi risultati sia in politica interna che in politica estera».
Poi l'affondo che rimanda alla questione Carfagna-Cosentino: «Per quanto riguarda le questioni all'interno del Popolo della libertà - sostiene Berlusconi - conto di affrontarle quanto prima, con la consueta disponibilità a prendere in considerazione le varie opinioni. Nel frattempo invito tutti al senso di responsabilità, alla sobrietà, al rispetto dei nostri militanti e dei nostri elettori che non approvano certo personalismi ed esibizionismi». Il tentativo di raddrizzare la barra, dopo giorni di polemiche, sulla questione rifiuti, è dettato da percentuali di sondaggi non certo lusinghieri per il Pdl che sarebbe sotto il 24 per cento.
La crisi della maggioranza è sempre più evidente e lo scontro alle falde del Vesuvio e su un argomento, i rifiuti, che doveva rappresentare il fiore all'occhiello del governo, rischia di diventare deflagrante per una maggioranza in evidenti difficoltà e che il bacio in bocca «cinematografico» della Mussolini a Cosentino non risolvono.
I finiani continuano a sollecitare risposte da Berlusconi e ieri mattina Bocchino, parlando a La7, è tornato a chiedere al premier di venire il 13 dicembre in Parlamento a dire che «c'è una situazione di stagnazione» e che «"mi rendo conto che bisogna fare delle riforme istituzionali, la riforma della legge elettorale, la riforma del Fisco, un grande provvedimento economico e sociale"". Così troverà una maggioranza più ampia». Secca la replica del ministro La Russa: «Non abbiamo mai detto che ci sono le condizioni (che chiedono i finiani ndr)? Loro chiedono le dimissioni di Berlusconi, le dimissioni non ci saranno, quindi le condizioni evidentemente non ci sono». La Lega non retrocede di un millimetro dalle sue posizioni: piuttosto che andare avanti con una maggioranza risicata, dice Umberto Bossi - maglio andare al voto. Berlusconi, aggiunge il Senatùr, sarà il nostro candidato premier e vinceremo le elezioni.
Ad invitare Berlusconi ad aprire all'Udc di Casini provvede invece, dall'interno della maggioranza, il segretario del Pri Francesco Nucara: «Berlusconi convinca la Lega che l'interesse del Paese è superiore a qualche punto percentuale».


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