PESCARA. Già nel 1997, tredici anni fa, era Fuori Uso. E durante l'omonima manifestazione, che utilizzava le aree dismesse come gallerie d'arte estemporanee, ci aveva esposto anche un artista del calibro di Michelangelo Pistoletto.
Uno che proprio in questi giorni, per dire, presenta una sua installazione nelle sale di Palazzo Strozzi, a Firenze. Oggi negli spazi dell'ex Fea, tra lungomare Matteotti, via Foscolo e via Manzoni, di arte non se ne vede più, a meno che non si vogliano considerare come tale le scritte lasciate sui muri da qualche mano armata di bombolette. E l'ex deposito dei mezzi che viaggiavano sulla ferrovia elettrica Pescara-Penne, trasformato in parcheggio, versa in uno stato di abbandono da fare paura.
Lo spiazzo principale dell'area, in disuso già dagli anni'60, è stato aperto per far posto alle auto. Ma anche le zone in cui non si potrebbe entrare sono perfettamente accessibili. E chiunque può fare un giro nel degrado.
A sinistra del cancello di ingresso, ci sono degli edifici senza più tetto. L'accesso sarebbe chiuso da una transenna messa in verticale. Ma qualcuno l'ha spostata senza troppe difficoltà e, a giudicare dalle bottiglie di birra che ci sono dentro, la frequenta o l'ha frequentata in tempi non troppo lontani.
Nei due fabbricati ogni residuo di metallo è ormai arrugginito e le erbe murarie hanno trovato un habitat perfetto. In qualche angolo ci sono mattoni ammonticchiati, alzando lo sguardo si vedono dei vetri già scheggiati pronti a cadere. Anche l'altro blocco del complesso, quello che ospitava i bagni del deposito, è chiuso solo da transenne e, in un angolo, da fili di plastica che penzolano. I gabinetti sono ben visibili dietro le porte sfondate.
Anche chi non volesse avventurarsi in mezzo alle strutture abbandonate, ha i suoi problemi. Gli automobilisti che parcheggiano - a pagamento - dentro l'ex Fea devono spesso fare i conti con le pozzanghere giganti, buche e fango. «Qui dentro», spiega un automobilista che frequenta spesso la struttura, «non ci sono tombini, per cui quando piove si creano le pozze e si riempie di fango».
Sul destino dell'area, di proprietà della Gtm e ottenuta come parcheggio dal Comune, i progetti sembrano chiari: diventerà un parcheggio multipiano con servizi e punti di ristoro. A luglio l'assessore Berardino Fiorilli aveva annunciato la demolizione. «Quest'anno», aveva detto Fiorilli dopo una riunione con i rappresentanti di Regione e Gtm, «potremmo fare un passo in più». Quattro mesi dopo, a un mese dalla fine del 2010, l'ex Fea è ancora lì, con i suoi edifici pericolanti e il suo fango.