ROMA. Parte il conto alla rovescia per impugnare i licenziamenti così come le cessazioni dei contratti a termine ritenuti illegittimi: da oggi scattano i 60 giorni di tempo entro cui i lavoratori dovranno procedere. Compresi i precari - dai lavoratori a tempo determinato ai collaboratori coordinati e continuativi ai collaboratori a progetto - che entro lo stesso limite di tempo dovranno, nei casi di irregolarità contrattuali, fare ricorso. Pena la decadenza del diritto a farlo. La Cgil parla di «vera e propria tagliola». La norma è contenuta nel cosiddetto «collegato lavoro». «Sono 100-150 mila le persone coinvolte», secondo la Cgil. Da domani «il lavoratore precario, anche con contratto a termine scaduto, viene messo nella condizione di decidere se impugnare il contratto irregolare o perdere per sempre quel diritto», afferma il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni.