La stella di Daniela Stati, astro nascente della politica marsicana, figlia d'arte di Ezio, il «frate cercatore» degli scudocrociati, comincia a brillare all'inizio del nuovo millennio. Dal 2004 è una scalata mozzafiato: coordinatore di Forza Italia ad Avezzano, assessore alla Cultura nella prima giunta Floris; un anno dopo, il 3 e 4 aprile, nonostante il trionfo del centrosinistra e di Ottaviano Del Turco, Daniela Stati raccoglie 6804 preferenze. È lei il consigliere regionale più votato dell'Aquilano, seconda per numero di consensi in tutta la regione. Ma è nel dicembre 2008 che la famiglia Stati compie il miracolo politico: con i suoi 8787 voti Daniela spinge Gianni Chiodi sulla poltrona di Governatore. Assessore, non c'è altra scelta. Lo scorso mese di agosto, la magistratura la spazza via dalla giunta regionale e, addirittura, il gip nella sua ordinanza scrive, senza possibilità di equivoci, che il vero assessore non è lei, ma suo padre Ezio. Un'inchiesta choc, che porta anche all'arresto del suo compagno, ma soprattutto riporta in cella il suo papà Ezio Stati. È la fine dell'idillio tra lei e il partito di Berlusconi; è l'inzio della guerra tra Daniela Stati e la dirigenza abruzzese del Pdl. Il suo passaggio in Futuro e Libertà è invece storia di ieri mattina: i finiani, soddisfatti, incassano un pezzo forte del centrodestra: la battagliera Daniela Stati, con tanti voti e un padre ingombrante. I suoi detrattori dicono che lei sia una stella particolare, un satellite che non brilla di luce propria. Insomma, chi prende lei prende tutta la famiglia Stati. Padre compreso. «Sì - dice orgogliosa Daniela Stati - lui è mio padre e il mio maestro».