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Data: 25/11/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Tremonti: ripristineremo i fondi del 5 per mille. Ma al Senato la legge di stabilità è blindata

ROMA Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti rivendica con orgoglio la paternità del 5 per mille e annuncia che è pronto a votare per il rifinanziamento della norma. Ma non sarà la Legge di Stabilità, che ieri ha iniziato il suo iter in commissione Bilancio a Palazzo Madama, a riportare dagli attuali 100 ad almeno 400 milioni i fondi del volontariato. E questo perché come già detto dal presidente della Commissione, Antonio Azzollini e ribadito oggi dai relatori di maggioranza (Paolo Tancredi per la Stabilità e Vanni Ledda per il Bilancio) e dal sottosegretario all'Economia, Luigi Casero, il testo è sostanzialmente blindato.
Un eventuale intervento sui fondi al volontariato potrebbe trovare spazio nel milleproroghe di fine anno. I tempi per modificare la manovra - ricorda Paolo Giaretta del Pd - ci sarebbero anche ma lo stesso Pd annuncia che presenterà pochi emendamenti e sui punti più rilevanti, 5 per mille incluso. E anche l'Udc dice di apprezzare le parole di Tremonti e invia il ministro a votare un emendamento analogo che sarà presentato entro la nuova data, anticipata dalla Commissione alle 20 di venerdì prossimo. I fondi - che l'Udc porterebbe fino a 500 milioni arriverebbero dalla tassa sulle rendite esclusi però Bot e Cct. Emendamento analogo arriva anche da Stefano De Lillo, del Pdl. Ma l'ipotesi è appunto un intervento in altra sede anche perchè il 14 dicembre i due rami del Parlamento saranno impegnati nel voto delle mozioni di fiducia e sfiducia al Governo.
Tremonti spiega che «il fondo attuale, pari a 100 milioni, è iniziale e può, deve, essere integrato». L'importo previsto all'inizio, «è stato eroso da successive diverse scelte parlamentari», ad esempio di «incrementare i fondi per l'editoria o per le televisioni private. Rispetto a tutte le altre scelte preferivo e preferisco in assoluto il 5 per mille». E «fermo il vincolo di invarianza nella spesa pubblica», Tremonti si augura che «molti altri in Parlamento orientino il loro voto verso questa priorità».

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