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Pescara, 14/04/2026
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25/11/2010
Il Messaggero
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Università, governo ko su emendamento Udc
La legge alla Camera, è tregua con i finiani
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Fondi per il merito e assunzione di 4.500 associati: superata l'ostilita di Fli
ROMA - La riforma dell'università soffre ancora, ma si salva in extremis alla Camera. Anche se fa registrare un nuovo ko per la maggioranza, che è andata sotto su un emendamento dell'Unione di Centro grazie ai voti dei finiani. L'emendamento prevede che il Ministero dell'Istruzione, di concerto con il Ministero della Salute, senta anche «la conferenza dei presidi delle Facoltà di Medicina per la formazione nei corsi di laurea di area sanitaria». Nella giornata di passione vissuta ieri dal provvedimento a Montecitorio la riforma è diventata merce di scambio politico fra i litiganti del centrodestra. I deputati di Futuro e Libertà hanno puntato i piedi su altri due emendamenti considerati "fondamentali". Uno riguarda il piano di assunzioni di professori associati: 1.500 posti da bandire in tre anni, fra il 2011 e il 2013, che, comunque, sono la metà di quanto inizialmente promesso dal governo. L'altro emendamento riguarda gli scatti meritocratici di stipendio per professori e ricercatori, cancellati questa estate dalla manovra di Tremonti. Fino a martedì sera c'erano i soldi e l'accordo sui due punti. Ma ieri mattina, in commissione Bilancio, si è scoperto che la copertura era saltata. Insomma, era arrivato un altro no del Tesoro. A quel punto sono cominciate le trattative, con il ministro Gelmini attorniato perennemente dai tecnici e alle prese con le carte nel tentativo di accontentare i finiani. Da Fli, infatti, è arrivato un messaggio chiaro: «Niente emendamenti, niente riforma». Ad arroventare l'aria ci ha pensato il presidente Berlusconi con la richiesta a Fini di fare un passo indietro rispetto alla sua carica istituzionale. I nervi si sono tesi ulteriormente: a quel punto l'accordo con i finiani pareva definitivamente saltato, tanto che i deputati Fli hanno chiesto la sospensione dell'esame della riforma Gelmini per riflettere sulle coperture economiche. Senza soldi, hanno spiegato il capogruppo Italo Bocchino e il deputato Fabio Granata, «meglio tornare in commissione». Poi, dopo un'ora di riunione pomeridiana e dopo i chiarimenti sulle parole di Berlusconi, è tornato il sereno nel cielo della maggioranza. Il ministro ha preso la parola in aula e ha assicurato l'ok ai due emendamenti di Fli e le relative coperture. Ora il governo punta a chiudere nella giornata di oggi. Anche se l'opposizione preannuncia battaglia sempre sulle coperture economiche che sarebbero "fittizie" secondo l'Idv. Comunque per il voto finale alla riforma si preannuncia un nuovo slittamento: oggi pomeriggio il Pd non potrà essere in aula, si lavora solo nella mattinata e la capigruppo potrebbe rimandare la chiusura dei lavori sul ddl a martedì prossimo anche perché ci sono ancora cento emendamenti da votare. E i venti di guerra nella maggioranza potrebbero incrinare ancora il dibattito: i finiani sono pronti a far pesare il loro voto ogni volta che lo riterranno necessario. Lo si è visto ieri in aula quando hanno votato con l'Udc mandando sotto il governo. Quanto ai contenuti del provvedimento, gli emendamenti riformulati oggi prevedono per gli scatti meritocratici del personale 18 milioni per il primo anno, il 2011, 50 milioni per il 2012 e il 2013. Il primo anno se lo paga da sola l'università: i soldi dovranno arrivare dai fondi del piano triennale per il sistema accademico. Per gli associati il piano assunzioni varato ieri prevede 4.500 posti in tre anni, contro i 9mila promessi inizialmente dal governo. Per la prima tornata di posti la spesa non dovrà essere superiore a 13 milioni di euro. Ieri la Lega ha anche incassato il sì all'emendamento che prevede che il 10% delle borse di studio erogate dalle regioni siano assegnate a studenti residenti sul territorio. Mentre un emendamento di maggioranza stabilisce un monte orario di didattica anche per i ricercatori. Si parla di didattica integrativa, ma gli atenei possono renderla coercitiva. Secondo la Lega «questa disposizione potrebbe aprire all'insegnamento obbligatorio per i ricercatori oggi non previsto». Nell'emendamento si parla di un impegno fra le 200 e le 350 ore per i ricercatori fra ore di cattedra e servizio agli studenti".
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