Regione. In attesa del vertice del Pdl si rincorrono le voci. Anche il presidente di Engineering nella rosa dei papabili. L'Idv al governatore: «Fai come Silvio»
PESCARA Spunta un altro nome nel pissi pissi della politica regionale. L'ennesima indiscrezione sulla telenovela del rimpasto catapulta Francesco Carli nella rosa dei papabili alla poltrona di assessore. Secondo i bene informati, la nomina dell'avvocato aquilano, presidente della società Abruzzo Engineering, è caldeggiata da uno dei capi del Pdl abruzzese. La soluzione Carli permetterebbe di sciogliere in modo indolore il nodo degli altri due pretendenti aquilani, Luca Ricciuti e Gianfranco Giuliante: tra i due litiganti, il terzo gode. In attesa del vertice del partito, in programma per sabato, Gianni Chiodi sonda il terreno e gli umori degli alleati. Ieri il presidente ha avuto un colloquio lampo con il vice coordinatore regionale di Fli, Emilio Nasuti. Prove tecniche di entrata in Giunta dei finiani? Poche ore dopo la nascita del nuovo soggetto politico in Abruzzo, proprio Nasuti aveva solennemente dichiarato che i futuristi non aspirano «né a poltrone né a strapuntini». «Lo confermo anche oggi: quello che ci interessa non è l'esecutivo ma il tavolo politico - spiega Emilio Nasuti -. A Gianni Chiodi oggi ho espresso la nostra volontà di accelerare il processo di ripartenza. Bisogna al più presto ricomporre il governo regionale, sostituendo i due assessori dimissionari; Chiodi non può tenere per sé tutte le deleghe. Bisogna poi stabilire le strategie per riprendere il cammino e dare risposte ai cittadini: oggi c'è troppo distacco tra la politica e gli abruzzesi. Noi di Fli saremo attenti, propositivi e fungeremo da sprone». Ma se Chiodi vi offrisse un posto in Giunta? «Al momento - ribadisce Nasuti - non lo accetteremmo». A pungolare il governatore ieri sono scese in campo le opposizioni. Sel ha bacchettato il Chiodi collezionista di cariche, che ha una lenzuolata di deleghe, oltre al duplice ruolo di commissario per la ricostruzione e per la sanità, e pure la vice presidenza dell'Assemblea delle Regioni europee. «Gli uomini soli al comando non evocano le imprese epiche dei campioni del ciclismo ma temperie storiche dei secoli passati», commenta Sel. Duro anche l'affondo di Carlo Costantini, capogruppo dell'Italia dei Valori all'Emiciclo. «Chiodi è alle prese con una lotta di potere tutta interna alla sua maggioranza - dice Costantini -. Ma mentre i capi e gli aspiranti capi del Pdl abruzzese pensano agli affari propri e il governatore prova disperatamente a fare l'equilibrista, l'Abruzzo sprofonda in una crisi sociale ed economica che lo pone ormai stabilmente tra le peggiori regioni italiane in termini di crescita». Per questo il capogruppo dell'Idv rivolge al presidente della Regione un appello: «Apra la Giunta e le sue ulteriori molteplici funzioni di commissario alla collaborazione di qualificate competenze del mondo delle professioni, delle Università, delle categorie sociali, cioè a persone libere da vincoli di appartenenza politica, prive di personali ambizioni di carriera politica». Dia un taglio netto, insomma, «agli interessi di bottega che animano il confronto interno alla sua maggioranza». Oppure prenda esempio da Berlusconi. «In alternativa - conclude Carlo Costantini -, Chiodi prenda atto che nel dicembre 2008, prima della crisi economica e prima del terremoto, lo ha votato appena un elettore su quattro e faccia come Berlusconi: si rivolga ai cittadini abruzzesi e provi a chiedere loro un nuovo e più ampio mandato elettorale».