Ancora una richiesta di processo per il sindaco di Montesilvano, Pasquale Cordoma. Quest'ultima, che porta la firma del Pm Giampiero Di Florio, è forse la più delicata e pesante per un pubblico amministratore che, come il sindaco, è chiamato anche e soprattutto a salvaguardare gli interessi dei cittadini e il bene comune. Forse ancora più pesante dell'inchiesta sui rifiuti che vede comunque Cordoma indagato per corruzione. Il caso è quello dei concorsi al Comune di Montesilvano: si discute su come il sindaco avrebbe gestito, in maniera del tutto clientelare secondo l'accusa, questo importante passaggio amministrativo, questa speranza che ogni giovane, in particolare, ha di poter risolvere il drammatico problema occupazionale.
Cordoma è accusato di rivelazione di segreto d'ufficio, falso e tentata truffa. Insieme a lui c'è Lorenzo Sospiri, allora coordinatore provinciale di Alleanza nazionale, partito cui faceva parte il sindaco prima di confluire nel Pdl. Un big che attualmente ricopre gli incarichi di capogruppo comunale del Pdl a Pescara, coordinatore provinciale del partito e consigliere regionale. Gli altri imputati: l'ex assessore al personale Corrado Carbani, sulla breccia dalla prima repubblica; il consigliere comunale di Forza Italia, Luigi Marchegiani, ex margherita ed ex uomo forte di Cantagallo; il responsabile della società Quanta, Enrico Rotolo, la società affidataria del servizio di selezione per le prove dei concorsi: quella che la mattina del concorso, così come stabilito, avrebbe dovuto consegnare in busta chiusa le prove alle commissioni. Per dirla in maniera semplice e diretta, Cordoma e gli altri politici che rischiano come lui il processo, avrebbero consegnato o fatto consegnare ad alcuni raccomandati i risultati dei quiz, ma il giorno prima delle prove, di fatto determinando in anticipo e con grave danno di tutti gli altri ignari partecipanti, chi si sarebbe aggiudicato il concorso e con esso l'assunzione (concorso poi annullato dopo che l'inchiesta portò alla luce questa spartizione politica di posti di lavoro).
Evidente la gravità del fatto, soprattutto per un amministratore pubblico come Cordoma, eletto dopo la brutta parentesi dell'amministrazione Cantagallo, che si è dimostrato in questi anni di guida del Comune, vero e proprio ostaggio del suo partito, e in particolare di Sospiri. Una circostanza non certo isolata, ma che sarebbe emersa anche nelle altre inchieste a suo carico: quella sulla sostituzione di una psicologa all'Azienda speciale e quella sulla sostituzione dell'ingegnere Di Donato quale dirigente dei lavori pubblici, dove in entrambi i casi quelle decisioni non certo trasparenti e chiare, vennero adottate per far posto a personaggi sponsorizzati dal partito e dalla coalizione. E' stato lo stesso Cordoma a riconoscerlo davanti ad un magistrato della procura di Pescara, durante l'interrogatorio cui il primo cittadino venne sottoposto nell'ambito dell'inchiesta sui rifiuti cui è coinvolto. Per la vicenda dei concorsi, disse il sindaco, Sospiri gli aveva tolto la vita con le sue pressioni.
Nel capo di imputazione il Pm è chiarissimo quando scrive che, «dopo che Cordoma, previa intesa con Rotolo, era entrato in possesso del plico contenente le soluzioni dei quiz, rivelava le predette soluzioni della prova di concorso per istruttori tecnici, almeno ai candidati Domenico Natale e Andrea Mariotti; quindi rivelava sempre le predette soluzioni a Lorenzo Sospiri che a sua volta provvedeva a trasmetterle ai candidati Graziano Dottore, Valerio Forcucci, Laura Chiacchiera, Loredana Viggiani (madre del candidato Luca D'Onofrio), Roberto Ruggieri e Giuliana Smarrelli; quindi Marchegiani, essendo entrato in possesso delle soluzioni dei quiz da Cordoma, provvedeva a farle recapitare a Renata D'Ignazio per mezzo del padre; infine dopo che le soluzioni dei quiz erano state rivelate da Cordoma a Carbani, quest'ultimo provvedeva a sua volta a farne entrare in possesso i candidati Marilena Bianchi e Stefania D'Alessandro». Tutti candidati che figurano nella richiesta di processo per concorso negli stessi reati del sindaco e degli altri politici. E questo, secondo l'accusa, era il sistema di assunzioni adottato dal sindaco Cordoma.