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Pescara, 14/04/2026
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Data: 25/11/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Torna l'immondizia di Napoli. L'Abruzzo a rischio emergenza. Chiodi come Del Turco: anche lui ha detto sì al Governo

PESCARA - L'ultima volta, governo Prodi e Del Turco alla Regione, volarono santi e madonne. «Se il centrosinistra pensa di barattare i rifiuti campani per acquistare credito col governo centrale si sbaglia di grosso», strillava Fabrizio Di Stefano, mentre l'amletica Forza Italia ondeggiava tra accuse di «demagogia e incoscienza» alla volta del governatore. Insomma pernacchie e putiferio, la monnezza ognuno se la tenga a casa sua. Due anni e undici mesi più tardi, Berlusconi al Governo e Chiodi alla Regione, è tutto un sacrosanto appello alla solidarietà. Cambiano i governi e cambiano le opinioni, questione di un attimo e riecco qua i quintali di spazzatura di Napoli pronti a riprendere la rotta dell'Abruzzo: è metà mattina quando il ministro Raffaele Fitto al termine dell'incontro con i governatori annuncia che solo due Regioni hanno girato le spalle alla Campania, Piemonte e Veneto, tutte le altre hanno detto sì. Tutte le altre, quindi anche l'Abruzzo. Un sì teorico un sì di solidarietà e di bontà quello dato da Gianni Chiodi che ha mosso la testa anche in qualità di assessore plenipotenziario, visto che l'ex assessore Daniela Stati è fuori dal 2 agosto. Certo qualche altra regione ha nicchiato, come la Sardegna che spazio proprio non ce l'ha. L'Abruzzo invece zitto, per fare bella figura si è disposti a tutto, avrebbe detto due anni fa il centrodestra. Spiega la presidente del Lazio Renata Polverini: «Con grande senso di responsabilità le regioni presenti hanno dimostrato tutte disponibilità a rispondere in senso positivo». Seguirà richiesta scritta, dice Fitto.
Ma è questione di ore. Perchè i rifiuti vanno tolti il più in fretta possibile, prima del 14 dicembre, giorno del voto di fiducia al governo Berlusconi, sia chiaro. Subito all'opera, quindi. Sarà un'impresa trovare un sito disponibile, ma neanche tanto. Pronta al sacrificio, almeno nella testa del governatore, la solita discarica di Cerratina che già due anni fa si prese il suo bel carico di monnezza napoletana e a nulla valsero nè le barricate e le catene nè le azioni di protesta dell'assessore Eugenio Caporrella che adesso, e qui la storia si complica, è anche assessore ai Rifiuti della Provincia di Chieti. E' un no convinto il suo, un no che ieri ha ribadito al dirigente del settore rifiuti Franco Gerardini che con un tempismo straordinario e ora comprensibilissimo proprio ieri mattina nel corso di un incontro con i quattro assessori provinciali ha detto che o Roma o morte, e cioè o verrà dato il via libera all'ampliamento volumetrico della discarica di Cerratina o «l'Abruzzo andrà in emergenza rifiuti come in Campania». Anche col coltello alla gola il solito Caporrella, senza ancora sapere dei rifiuti napoletani, ha risposto picche. «Non ci stiamo a fare da cuscinetto per le emergenze dei rifiuti extraconsortili, non è così che si risolvono le emergenze», dice lui. E quindi la richiesta presentata dal Consorzio, circa un milione di metri cubi in più, resta per il momento al palo. Ma era stato lo stesso Gerardini con una serie di lettere firmate già da qualche mese a paventare per l'Abruzzo uno scenario simil-napoletano. E anche il capogruppo Pdl Gianfranco Giuliante, tempo fa, sottolineava la gravissima emergenza che si stava profilando per l'Abruzzo nel campo dei rifiuti. Ma d'altronde la solidarietà è un altro conto e forse alla fine la situazione non sarà così tragica. Ma questo lo dovrà spiegare Chiodi.
Nel frattempo Carlo Costantini, capogruppo Idv, gli chiede di battere un colpo: «Chiodi chiarisca su quanto dichiarato dal ministro Fitto circa la disponibilità data dall'Abruzzo di ricevere i rifiuti dalla Campania; una dichiarazione che arriva proprio mentre in Abruzzo si prende atto che fra pochi mesi o forse anche fra poche settimane piomberemo nell'emergenza rifiuti». Chiodi fabbrica emergenze, rilancia Costantini, ma ora siamo alla follia: «Accogliere i rifiuti della Campania vorrebbe dire, infatti, rinunciare alle poche settimane che ci separano dall'emergenza».

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