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Pescara, 14/04/2026
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26/11/2010
Il Centro
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Passaggi a livello, le Ferrovie bocciano il Comune. Costa troppo realizzare un nuovo scalo, impossibile eliminare gli attraversamenti in città
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Continueranno i disagi soprattutto in via Roma, l'assessore Bianchini (Lavori pubblici) torna a mani vuote dopo l'incontro con l'Ente AVEZZANO. Uno scalo ferroviario vicino al nucleo industriale per i treni da e per la Valle Roveto. Questa la soluzione individuata dal Comune di Avezzano per eliminare ben tre passaggi a livello nel centro della città. Ma è arrivata la doccia fredda da parte delle Ferrovie. Lo scalo richiederebbe la realizzazione di un doppio binario e l'impiego di altro personale. E le Ferrovie non intendono accollarsi una simile spesa. Lo hanno detto chiaro e tondo i dirigenti dell'Ente all'assessore ai Lavori pubblici, Maurizio Bianchini, durante un incontro. Morale della favola: i passaggi a livello non potranno essere eliminati e le code chilometriche che si formano ogni volta che si abbassano le sbarre, soprattutto in via Roma, continueranno a paralizzare la città. L'idea di fermare i treni della Avezzano-Sora-Roccasecca vicino al nucleo, sostenuta anche delle opposizioni in consiglio, era parsa all'amministrazione l'unica che potesse risolvere il problema dei passaggi a livello in centro che creano così tanti disagi alla popolazione. Il Comune, utilizzando un terreno di sua proprietà, avrebbe realizzato a proprie spese le strutture necessarie e garantito il trasporto dei passeggeri da e per la stazione centrale con bus-navetta. Ma tutto ciò, evidentemente, per le Ferrovie non è sufficiente. A questo punto al Comune rimangono due strade da percorrere: o tornare alla carica con la Regione per avere i fondi necessari per la realizzazione di una soprelevata o di un sottopasso in via Roma o puntare i piedi con le Ferrovie. La prima è da scartare perché difficilmente, con l'attuale crisi economica, la Regione troverà i soldi per finanziare il progetto. E ammesso che li trovi, dei tre passaggi a livello si riuscirà a eliminarne solo uno: quello di via Roma. E gli altri due che interessano il popoloso quartiere di Borgo Angizia. Allora bisogna far capire alle Ferrovie che al progetto di uno scalo vicino al nucleo non ci sono alternative. Non si può lasciare in preda al caos più totale una città di 42mila abitanti. Si è istituito l'anello a senso unico, che interessa anche via Roma, al fine, si disse, di snellire il traffico. Ma quale snellimento, se ogni volta che si abbassano le sbarre del passaggio a livello, e ciò accade ben 18 volte al giorno, in via Roma si formano file che arrivano quasi fino allo svincolo dell'autostrada? Che altro aspetta il sindaco Floris a recarsi al Ministero per chiedere con forza che il problema venga risolto senza ulteriori indugi? Lo impone il rispetto che si deve a una città che ha sopportato finora i disagi con civiltà. Ma anche la pazienza ha un limite.
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