L'AQUILA. Cosa c'entrano le bandiere neroverdi e la manifestazione estiva degli aquilani con la protesta dell'altro ieri, davanti al Senato, contro il ministro Gelmini? Niente. Eppure le immagini si sono contrapposte nel servizio mandato in onda dal Tg1. «Un errore tecnico». Ma quando sono arrivate le scuse del telegiornale diretto da Minzolini le polemiche erano ormai divampate, invadendo social network e ambienti politici. Una dura condanna anche dal vescovo ausiliare dell'Aquila, Giovanni D'Ercole.
IL FATTO. Il servizio finito nella bufera è andato in onda mercoledì, durante l'edizione serale del Tg1, firmato dalla giornalista Alessandra Di Tommaso. Le immagini degli scontri davanti al portone del Senato, con gli studenti che manifestavano contro la Gelmini, sono state montate insieme a immagini di repertorio, riferite alla manifestazione popolare degli aquilani, il 7 luglio scorso. Quegli aquilani tenuti lontani dai palazzi romani e presi a manganellate. Nel servizio, dopo una prima parte in cui si vedono immagini sugli episodi di mercoledì, ne compaiono altre di repertorio, con bandiere neroverdi e gente che grida «vergogna, vergogna».
L'INDIGNAZIONE. Molti aquilani si sono riconosciuti. E subito ci sono state reazioni. I commenti indignati hanno invaso i social network, scatenando proteste a valanga. Poi è esploso anche il caso politico. Fabrizio Morri, capogruppo Pd in Commissione vigilanza, parla di «ennesima testimonianza di un uso scorretto del servizio pubblico». Mentre il senatore Pd, Vincenzo Vita, componente della Vigilanza Rai, l'ha definita «pura manipolazione, con metodi da Ventennio o da propaganda staliniana». L'Idv, in una nota congiunta a firma di Leoluca Orlando e Elio Lannutti, è pronto a valutare un eventuale risarcimento danni perché «il Tg1 ha preso in giro gli italiani, ha offeso tutti i cittadini dell'Abruzzo e ha cercato di sporcare la legittima protesta di tanti ricercatori e studenti italiani». Di «vergognosa manipolazione» ha parlato Stefania Pezzopane, assessore al Comune dell'Aquila: «I colori della nostra città ancora una volta sono stati strumentalizzati in maniera faziosa dal Tg1 di Minzolini».
L'IRA DI D'ERCOLE. Sul blog ufficiale della diocesi dell'Aquila anche l'intervento del vescovo ausiliare Giovanni D'Ercole: «Sono davvero dispiaciuto perché questo modo di fare ci offende come spettatori e come aquilani soprattutto e getta un'ombra di dubbio su tutto il giornalismo che, in verità, oggi già soffre di credibilità». Il vescovo ha chiesto alla testata di «porre rimedio a ciò che è stato fatto ai danni della città».
LE SCUSE RAI. La segreteria di redazione del Tg1 ha affidato le scuse a una nota: «È stata mandata in onda erroneamente una sequenza di immagini relativa a una precedente manifestazione di giovani aquilani nella capitale. Nello scusarci con gli interessati e con i telespettatori, mettiamo in evidenza, tuttavia, che si è trattato di un errore tecnico e non certo di una scelta editoriale». L'Associazione telespettatori cattolici (Aiart) ha parlato di precisazione doverosa: «Ma il Tg1 doveva dare la giusta visibilità alla rettifica».