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Data: 26/11/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Più incentivi, ferrovie e legalità, piano per il Sud da 80 miliardi. Berlusconi: gli interventi saranno sostanziosi e mirati

ROMA - Un maxi piano da 80 miliardi di euro per il Sud. Con una "cabina di regia" tra governo, regioni e parti sociali per rendere concreti gli impegni assunti. Impegni ed obbiettivi contenuti in un documento programmatico che approderà oggi a Palazzo Chigi per l'ok e che prevede interventi mirati per le infrastrutture (ferrovie e scuole), la sicurezza (lotta al sommerso), fondi per scuola, università formazione e ricerca (una quota dei 12,5 miliardi previsti dai fondi della politica di coesione 2007-2013), nuove reti idriche e per il ciclo dei rifiuti. E poi un capitolo importante tutto dedicato agli incentivi alle imprese e alla fiscalità di vantaggio. «Il Mezzogiorno è un problema nazionale, arriveranno provvedimenti sostanziosi» - ha annunciato ieri Silvio Berlusconi. L'impegno, spiega il premier, è concentrare i fondi, vecchi e nuovi, su iniziative strategiche. E per fare questo verrà attivato un meccanismo di spesa diverso dal passato: un fondo speciale che conterrà sia le risorse Fas che quelle europee.
Un apposito decreto impegnerà poi il Cipe a riprogrammare e indirizzare questi soldi per realizzare 5 o 6 progetti. Non prima però di aver fatto il punto, seguendo la logica del federalismo fiscale, visto però questa volta dal Sud, sulla cosiddetta "perequazione infrastrutturale del Meridione". Si tratta, in sostanza, di un decreto che stabilisce le modalità con cui si "fotograferà" il divario esistente con il Nord e, in prospettiva, si disegneranno gli interventi per colmarlo. Ottimista il ministro Tremonti che sottolinea come il piano per il Sud sia «una parte qualificante, la base del piano che l'Italia presenterà in Europa».
Il documento programmatico è stato illustrato non solo alle Regioni ma anche alle parti sociali, in un incontro a Palazzo Chigi, è ha ottenuto il plauso sia della Marcegaglia («bene la cabina di regia e la concentrazione delle risorse») che di Cisl e Uil. Bonanni e Angeletti parlano di uno «sforzo importante e di impianto condivisibile». Tutti però, pur condividendo merito e metodo, vogliono, come ribadito dalla Cgil, che adesso dalle parole si passi ai fatti. Ovvero che gli ingenti fondi previsti, talvolta inutilizzati o, peggio, dispersi in mille rivoli, siano realmente a disposizione del progetto complessivo. Tutto dunque ruota alla delibera Cipe - che verrà approvata oggi - per riprogrammare i fondi europei e Fas (2007-2013) non spesi o bloccati. E che stabilirà tempistica e assegnazione delle risorse. Verrà anche introdotto il contratto istituzionale di sviluppo per definire ruoli e responsabilità precise. Entro 30 giorni Cipe e autorità locali dovranno far marciare il piano.
Il capitolo più corposo riguarda le infrastrutture, soprattutto ferroviarie. Focus sulla Salerno-Reggio Calabria, ma anche sull'Alta velocità Napoli-Bari-Lecce- Taranto, sul nuovo progetto della ferrovia Messina-Catania-Palermo e sul Ponte sullo Stretto. Fondi anche alle scuole. Per la sicurezza, nel piano si parla di maggiore trasparenza sugli appalti pubblici e di lotta serrata al lavoro sommerso. Sulla giustizia la priorità è accelerare i tempi anche con un maggiore ricorso agli strumenti della conciliazione e migliorare le infrastrutture tecnologiche. Per l'istruzione il punto centrale è l'adeguamento degli edifici scolastici. Un capitolo è dedicato al progetto di valorizzazione dei poli museali di eccellenza e per riqualificare l'offerta turistica. Ma c'è anche un piano contro il dissesto idrogeologico. Si articola invece in due capitoli l'intervento per le imprese. Da un lato gli incentivi. Saranno «automatici, semplificati e concentrati». Finalizzati alla crescita dimensionale, operando sui crediti d'imposta e la fiscalità di vantaggio. Dall'altra la Banca del Sud. Martedì - ha detto Tremonti - ci sarà l'acquisto del Mediocredito centrale da parte di Poste italiane, Iccrea. La banca decollerà e gestirà un maxi fondo. Si chiamerà Jeremie e aiuterà le pmi. Dopo il piano Sud, Bonanni e Marcegaglia si sono incontrati con Berlusconi per fare il punto sulla situazione politica ed economica.

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