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Pescara, 14/04/2026
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Data: 26/11/2010
Testata giornalistica: L'informazione di Modena
Società regionale unica per i trasporti. La Cgil: «Va fatta subito». Sì del sindacato alle fusioni tra le undici aziende locali. Pochi giorni fa la notizia dell'integrazione tra Fer e Atc. E intanto crescono disoccupati e cassintegrati

«Se passiamo da 11 cda di società di trasporto pubblico ad uno solo forse funzioniamo lo stesso e non abbiamo ancora toccato i lavoratori». Così Vincenzo Colla, segretario della Cgil dell'Emilia Romagna, chiede alla giunta Errani di accelerare sulle fusioni che dovrebbero portare alla società unica regionale del trasporto pubblico locale (il cosiddetto Tpl). Tutto ciò a pochi giorni di distanza dalla notizia della fusione imminente tra Atc (azienda trasporti Bologna) e Fer (che gestisce i treni regionali). Un modo per avere le «spalle larghe», dice Colla, in vista delle gare europee per la gestione dei servizi di Tpl, e anche un modo per non farsi prendere in contropiede da polemiche localistiche come accaduto per gli aeroporti di Forlì e Rimini, a cui comunque la giunta Errani ha risposto «efficacemente» fissando la data di gennaio per la fusione tra i due scali. Ma nelle preoccupazioni del segretario Cgil ci sono anche i numerosi indicatori che sembrano minare gli equilibri in Emilia-Romagna. Nei primi 10 mesi del 2010 il ricorso complessivo alle varie forme di cassa integrazione (ordinaria, straordinaria e in deroga) ha toccato i 99 milioni di ore. Un aumento del 112,6%, quasi triplicato quindi rispetto allo stesso periodo del 2009. La quota EMILIA-ROMAGNA sul complesso delle cig italiane, storicamente attestata tra il 3% e il 4%, ha raggiunto il 9,6%. Un dato sintomo delle politiche massicce di ricorso agli ammortizzatori promosse anche dalla Regione coi 500 milioni di euro del "Patto per attraversare la crisi". Ma spia anche del fatto che la crisi c'è eccome, anche in un distretto di livello europeo come quello emiliano romagnolo. A che punto sia l'aggiornamento di quel patto nell'interlocuazione sindacati- Regione, Colla lo LA MANIFESTAZIONE spiega così. «Lo stiamo aggiornando, dal nostro punto di vista, come un patto "per attraversare la crisi e uscirne vivi e vegeti". Siamo d'accordo sulle quattro priorità chiave su cui le risorse non dovranno calare nonostante il taglio di bilancio di 340 milioni di euro nel 2011 e di 740 nel 2012». I quattro capitoli sono ammortizzatori sociali, sanita', trasporto pubblico locale e innovazione, ricerca e scuola. Ed è chiaro, riconosce Colla, che «per mantenere qui le stesse risorse bisogna intervenire altrove». Dove farlo? Il segretario Cgil resiste all'idea di parlare di soli tagli («anche il Pil deve aumentare, sennò non ce la faremo») ma oltre al comparto cultura e spettacoli, già spolpato «e anche lì ci sarebbe gente che lavora», indica con decisione la strada delle «fusioni e degli accorpamenti di istituzioni e infrastrutture» per evitare di restare «piccoli, provinciali e in prospettiva fuori dall'Europa». Dunque porti, aeroporti, fiere ma anche società pubbliche. E in generale una filosofia basata sul rigido controllo della spesa, controllo che dovrò vedere le amministrazioni locali attenersi al «ruolo di governo e direzione della Regione dentro un patto coi comuni». Insomma, se l'indicazione è spendere solo per la non autosufficienza, il singolo comune non potrà dare la priorità a una consulenza per la viabilità. Le varie manovre regionali dovranno fare i conti con una situazione generale di erosione del tradizionale benessere dei cittadini emiliano romagnoli. Un dato su tutti, sottolinea la Cgil, è quello relativo al valore medio delle pensioni. L'assegno non supera i 700 euro mensili. Sono dati Inps s p a l m a t i s u l m i l i o n e e 800.000 pensionati della regione. Il tasso di occupazione è sceso di due punti percentuali dal 2009 al 2010. Ma la manifestazione di domani guarda soprattutto ai giovani precari. Molti di loro apriranno le teste dei cortei con una pettorina rossa con su scritto «non più disposti a tutto».

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