ROMA - Il tappo è saltato all'alba di una giornata di pioggia. Anzi prima dell'alba. Gli uomini del Ros e della Guardia di Finanza, ma anche i pm Capaldo e Caperna, Ielo e Bombardieri si erano dati appuntamento intorno alla quattro. C'erano da tirare le prime somme di un'inchiesta partita da una banda di malavitosi del calibro di Gennaro Mokbel, che adesso fa tremare i vertici delle aziende più importanti del Paese. Perchè tra le dodici persone indagate ci sono gli uomini di punta di Enav e Selex, ma anche il numero due di Finmeccanica, quel Lorenzo Borgogni che è considerato il braccio destro del presidente e Ad Pierfrancesco Guarguaglini. Anche se le accuse che lo riguardano sono riferite ad attività estranee al colosso degli armamenti di piazza Montegrappa.
Ma andiamo con ordine. Gli indagati sono complessivamente dodici. Marina Grossi, moglie di Guarguaglini e legale rappresentante di Selex Sistemi integrati, con Letizia Colucci e Manlio Contento, anch'essi nel management di Selex; e poi Guido Pugliesi e Luigi Martini, rispettivamente Ad e presidente di Enav, oltre all'attuale consigliere d'amministrazione Ilario Floresta e all'ex presidente Bruno Nieddu; e ancora, Lorenzo Borgogni, capo della direzioni relazioni estere di Finmeccanica, fino a Tommaso di Lernia, responsabile della società PrintSystem; Franco Testa, presidente di Tecno Sky, per concludere con il supermanager Lorenzo Cola e il commercialista Marco Iannilli. Che poi sono i due imputati dell'inchiesta sulle truffe carosello Fastweb/Telecom Sparkle che hanno alzato il velo sul sistema di appalti e subappalti finito al centro di questa indagine.
Le accuse sono differenti; e variano da posizione a posizione. Guido Pugliesi e Marina Grossi, cioè i responsabili legali delle società di Stato Enav e Selex, sono accusati di corruzione. E lo stesso reato è contestato a Lorenzo Cola e Marco Iannilli, che secondo l'accusa sarebbero i due "tecnici" che materialmente misero in piedi il sistema tangentizio che avrebbe garantito entrate periodiche su conti esteri per la costituzione di fondi neri (come è spiegato più nel dettaglio nell'articolo qui sotto). Gli altri personaggi sotto inchiesta dovranno rispondere del reato di false fatturazioni (o meglio, per aver emesso fatture per operzioni inesistenti) e di reati fiscali. Tra i primi a rispondere al citofono nella loro abitazione al Nomentano, sono stati proprio i coniugi Guarguaglini. Gli uomini in borghese dell'Arma e della Gdf hanno chiesto quali fossero le stanze che la signora Grossi utilizza per le sue attività professionali e si sono limitati a perquisire quelle. E con lo stesso garbo, a quanto trapela dai piani alti di Finmeccanica, Enav e Selex, si sono svolte le perquisizioni negli studi di Borgogni, Pugliesi e Martini.
Da ambienti di Finmeccanica si fa notare che le accuse a Borgogni riguardano attività estranee al suo mandato professionale all'interno della società. Mentre i penalisti Giorgio Martellino e Francesco Scacchi, difensori di Martini e di Pugliesi, sottolineano l'assoluta serenità dei loro clienti sul prosieguo delle indagini: «Sono convinto che le Autorità inquirenti verificheranno la regolarità dell'operato mio e della Società» ha commentato Pugliesi, assicurando anche «la più ampia collaborazione alla Magistratura».