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Pescara, 14/04/2026
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27/11/2010
Il Messaggero
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Fisco agevolato e nuovi incentivi. Via al piano per il Mezzogiorno. Tra le priorità banda larga, poli di eccellenza, infrastrutture |
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ROMA Un piano articolato su otto grandi priorità, un decreto legislativo per rivedere le modalità con cui vengono assegnati e gestiti i fondi europei e nazionali, infine una decisione del Cipe (comitato interministeriale per la programmazione economica) che dovrebbe gettare le basi per la concreta riprogrammazione e accelerazione dei fondi stessi. Con questi tre atti, i primi due adottati dal consiglio dei ministri di ieri mattina, il terzo appunto dal Cipe, il governo ha voluto segnare un "nuovo inizio" nella propria strategia per il Mezzogiorno. Al di là dell'esigenza politica di portare a casa un altro dei cinque punti su cui a settembre era stata votata la fiducia in Parlamento, tutto il progetto risponde soprattutto ad una logica di riorganizzazione del lavoro in atto, anche in connessione con la riforma federalista. Quanto alle risorse finanziarie (il conto totale arriva fino a 100 miliardi) le cifre sono altisonanti ma rappresentano semplicemente la somma dei vari fondi disponibili almeno sulla carta per i prossimi anni, che in molti casi non sono stati spesi o sono rimasti bloccati. «Con il piano abbiamo fatto tutto quello che è umanamente possibile» ha detto il premier Berlusconi presentando le decisioni del governo. Nel capitolo infrastrutture il piano indica alcune linee ferroviarie ad alta capacità come la Napoli-Taranto, la Salerno-Reggio Calabria, la Catania-Palermo, oltre allo Stretto di Messina. L'obiettivo è accorciare sensibilmente i tempi di percorrenza. Ma c'è posto anche per infrastrutture di altro tipo: il 50 per cento della popolazione meridionale potrà avere accesso alla banda ultra-larga. Ambiziosi anche gli obiettivi in tema di ricerca, incentrati sulla creazione di tre o quattro poli di eccellenza sul modello dell'Istituto italiano di tecnologia con sede a Genova. Un'altra priorità è la riforma dell'attuale assetto degli incentivi alle imprese. Le forme di agevolazione saranno ridotte e concentrate in tre grandi categorie: incentivi automatici, bandi di finanziamento e procedure negoziali per i progetti oltre i 20 milioni di euro. Grande enfasi viene posta sulla semplificazione delle procedure. Un capitolo in un certo senso a sé stante anche se collegato all'impianto generale è quello che riguarda la Banca del Mezzogiorno. Un passo decisivo verso l'operatività di questo istituto di secondo livello (che opera cioè non direttamente ma attraverso la rete già esistente di Poste italiane e banche di credito cooperative) sarà la prossima settimana l'offerta per l'acquisto da parte di Unicredit della struttura che fu di Mediocredito centrale. Come ha ricordato il ministro Tremonti, tra gli altri strumenti ci sarà anche l'emissione di obbligazioni che avranno un trattamento fiscale di vantaggio, pari alla metà (o anche meno) dell'attuale aliquota del 12,5 per cento. Infine il riassetto dei fondi europei e nazionali (punto che in Consiglio dei ministri ha suscitato qualche malumore, ad esempio di Matteoli e Prestigiacomo, per i poteri che vengono attribuiti al responsabile delle Regioni Fitto). Il Fondo per le aree sottoutilizzate cambierà nome: si chiamerà Fondo per lo sviluppo e la coesione. Servirà a concentrare le risorse nazionali corrispondenti a quelle europee. Contemporaneamente verrà istituito il Contratto istituzionale di sviluppo tra Stato e Regioni, con l'obiettivo di individuare in modo più preciso i soggetti responsabili dei vari progetti.
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