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Pescara, 14/04/2026
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Data: 28/11/2010
Testata giornalistica: Corriere della Sera
«O risposte o sciopero generale. Basta con questo governo machista». La Camusso al debutto con la Cgil in piazza. Grande partecipazione: «Ma non diamo le cifre». E intanto Bonanni raccoglie le olive in Abruzzo - Guarda la foto

ROMA - «Il futuro è dei giovani e del lavoro. Non è solo il titolo della manifestazione, ma il nostro impegno affinchè ognuno di noi possa stare meglio. Il paese vero ha bisogno di risposte, cerca di contrastare la crisi e difendere i diritti». Così ha iniziato il suo discorso la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, alla manifestazione nazionale del suo sindacato. Un discorso terminato con « È il Paese per cui abbiamo scioperato e continueremo a scioperare. Viva il lavoro, viva il futuro, viva la Cgil». Subito dopo Camusso che si è unita ai Modena City Ramblers nel cantare Bella ciao.

I TEMI - Camusso ha esordito attaccando il ddl lavoro. «Il collegato al lavoro è una legge crudele ingiusta. Ognuno di noi, da oggi deve dire che ci sono 60 giorni - anzi 57 - per impugnare il contratto. Vogliamo dire a tutti i precari che sappiamo che è una scelta difficile: la conferma di un lavoro, seppure precario, e la volontà di chiedere giustizia. Il Parlamento ha fatto male ad approvare questa legge, qualunque legge che costringe qualcuno a decidere da solo del proprio destino limita i diritti». Camusso dal palco si è riferita senza nominarlo a Tremonti. «Forse con i libri non si mangia, ma nutrire la mente non è meno importante di nutrire il corpo: noi nelle caverne non ci vogliamo tornare». Chiama direttamente in causa invece la Gelmini: «Costruire un debito sul futuro dei ragazzi è quello che il ministro dell'Istruzione sta facendo ogni giorno. Aver tolto 'pubblica' dal nome del suo ministero, non l'autorizza a finanziare la scuola privata. E' lei che sta con i baroni, non gli studenti, dato che aumenta i contratti a termine nell'università. Gelmini non faccia appelli su YouTube, vada in Parlamento, ritiri il disegno di legge e apra un tavolo di confronto per una riforma condivisa». Forte richiamo al tema della legalità. «Combattere l'evasione per abbassare le tasse. Legalità è un punto per ripartire».

Camusso dal palco (Lapresse)
Camusso dal palco (Lapresse)
FIAT, DEROGHE & MACHISMO - Sulla Fiat: «Abbiamo la sensazione che progressivamente la testa dell'azienda stia andando negli Stati Uniti. E' importante che a Mirafiori ci saranno produzioni, ma ora vogliamo conoscere le produzioni in tutti gli stabilimenti, dove si farà la ricerca e dove innovazione». Sui contratti: «Continueremo a dire no alle deroghe, il contratto nazionale è un diritto universale per ogni lavoratore. Il problema non è ridurre i contratti, ma far sì che guardino a tutti. A Federmeccanica e Confindustria diciamo: le deroghe sono un danno anche alle imprese. Gli appalti a ribasso e le deroghe sono la stessa cosa, ovvero concorrenza sleale e nessuna possibilità di sviluppo». Sul governo: «Questo Paese non merita questa classe politica, questo degrado, questa esibizione di machismo e virilità, questo governo dei potenti»

«VITTIMA» - Il neosegretario aveva già parlato prima della partenza del corteo. «Il presidente del Consiglio deve sapere che non si può tenere sotto allarme il Paese. Se ha delle cose concrete le dica. Se no smetta di far finta di essere la vittima del mondo». Era arrivata molto presto Susanna Camusso a piazza della Repubblica, punto di partenza di uno dei due cortei della Cgil che convergeranno su San Giovanni. E il neosegretario generale della Cgil non si è tirata indietro. «Il paese non ha futuro senza una politica sul lavoro. Ma le politiche del governo mi sembrano più dettate a lanciare allarmi che non a fare cose concrete. Se la Cgil non avrà risposte dal governo, si arriverà anche allo sciopero generale». In quanto alla presenza in piazza di molti politici e di studenti che in questi giorni protestano contro il decreto Gelmini, ha aggiunto: «Questa è una manifestazione sindacale e non politica. Chi ritiene giusto partecipare è ben accolto».

Manifestazione Cgil
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LE CIFRE - «I numeri ci dicevano che sarebbe stata una grande manifestazione eccola qui», ha detto Camusso, al suo debutto pubblico come segretario generale della Cgil. Già nei giorni precedenti aveva detto di aspettarsi una grande partecipazione, anticipando che il sindacato non fornirà cifre sui partecipanti, per evitare la solita guerra sui dati. Una scelta fatta anche poco più di un mese fa, il 16 ottobre, quando a scendere in Piazza San Giovanni furono i metalmeccanici della Fiom. Al momento, gli unici numeri a disposizione sono quelli relativi ai pullman ed ai treni speciali provenienti da tutta Italia: si tratta rispettivamente di oltre 2.100 pullman per circa 110-120 mila persone e 13 treni speciali, che hanno raggiunto la Capitale.

Uno dei cortei Cgil (Eidon)
Uno dei cortei Cgil (Eidon)
IN PIAZZA - Due i cortei: uno partito alle 9.30 da piazza della Repubblica (percorso: viale Einaudi, piazza dei Cinquecento, via Cavour, piazza Esquilino, piazza di Santa Maria Maggiore, via Merulana, piazza Vittorio, via Emanuele Filiberto); l'altro da piazzale dei Partigiani (via Cave Ardeatine, piazzale Ostiense, piazza di Porta San Paolo, viale Aventino, piazza di Porta Capena, via di San Gregorio, via Celio Vibenna, via Labicana e via Merulana), è partito mezz'ora prima dell'orario previsto, visto il grande afflusso di gente. I due cortei hanno iniziato a riempire la piazza intorno alle 11, mentre a piazza della Repubblica ancora dei manifestanti attendevano di poter partire. Sul palco i comizi si sono alternati ai concerti di Casa del vento, Modena City Ramblers e di Eugenio Bennato.

CAMICI BIANCHI - Lo slogan abbraccia tutti: «Il futuro è dei giovani e del lavoro». E «rimettere al centro i giovani ed il lavoro» è la richiesta della Cgil che sollecita un'agenda politica che guardi al futuro del Paese. Lavoratori, disoccupati, precari, studenti, delegazioni di politici: la lista di chi è in piazza è lunga. In piazza anche i medici che sfileranno con i camici bianchi e porteranno uno striscione con ai lati due palloni bianchi visibili in alto. «Manifestiamo per la prima volta in camice bianco - dichiara Massimo Cozza, segretario nazionale FpCgil Medici - ad una manifestazione della Cgil per il diritto al lavoro per migliaia di medici precari e per il diritto alla contrattazione».

Bersani e Vendola a San Giovanni (Blowup)
Bersani e Vendola a San Giovanni (Blowup)
POLITICI - Per il mondo politico, numerose le delegazioni presenti. A partire da Pierluigi Bersani e Rosy Bindi per il Pd; Angelo Bonelli con i Verdi; Italia dei Valori; Rifondazione; Sinistra e Libertà. In piazza San Giovanni stretta di mano tra Pierluigi Bersani («Nel Paese c'è una sfiducia e a volte una rabbia che non vanno bene. A queste bisogna rispondere con speranza e fiducia. Però effettivamente la situazione può dar luogo a tensioni anche pericolose») e Nichi Vendola («L'Italia migliore è in piazza e sui tetti, quella peggiore, quella del governo, è barricata nel palazzo, perchè teme di essere cacciata»). Rosy Bindi ha commentato: «Una gran bella piazza, non mi sembra ci sia aria di complotto». Trai i manifestanti anche Antonio Di Pietro, Paolo Ferreo, Oliviero Diliberto. Applausi dal palco anche a Guglielmo Epifanmi, ex segretario Cgil e Maurizio Landini, segretario Fiom.

IL MONDO DEL CINEMA - Dal palco gli interventi di giovani precari, disoccupati, pensionati una studentessa vicentina di 15 anni, Cecilia. Sul palco tra gli altri oratori è salito anche Massimo Ghini, sciarpa rossa al collo, a none del movimento Tutti a casa. «Una piazza meravigliosa, sono qui a rappresentare il mondo dell'industria culturale italiana, per cui lavorano in tutto 3,8 milioni di persone che mettono in moto 167 miliardi di euro. Solo nel comparto del cinema ci sono 300mila addetti tra diretto e indotto. Lo voglio ricordare al ministro Tremonti che dice che con la cultura non si mangia».

(Eidon)
(Eidon)
SLOGAN E CARTELLI - «Io non sono grasso, il mio è un eccesso di bile. Grazie Silvio», si legge su un cartello. È affiancato da:«Forza Italia, l'ora è giunta», con l'immagine dello stivale d'Italia che tira un calcio a Silvio Berlusconi. Molti studenti che gridano slogan contro il decreto Gelmini. Tra gli striscioni portati dai ragazzi: «Studiare è un diritto, tagliare è un delitto», «Il tempo è scaduto, il futuro è nostro», «La Gelmini ci sta distruggendo». Un gruppo di studenti ha messo in atto una protesta in via Merulana: i ragazzi, in mobilitazione contro il ddl Gelmini, si sono seduti sul manto stradale al grido di «studiare è un diritto, tagliare un delitto».

Via del Plebiscito bloccata dalla polizia
Via del Plebiscito bloccata dalla polizia
STUDENTI - Un altro gruppo di studenti si è fermato a protestare sotto il Campidoglio contestando il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. I vigili urbani hanno più volte a chiudere piazza Venezia, dove proprio oggi sono partiti i lavori per installare il consueto albero di Natale al centro delle aiuole. Così i giovani che volevano fare un «blitz ironico» a Palazzo Grazioli sono stati bloccati dalla polizia e il cesto di frutta che volevano simbolicamente recapitale al premier al grido di «State alla frutta», è stato rovesciato in terra a Piazza Venezia. Gli studenti volevano consegnare della frutta con uno striscione con scritto «State alla frutta», però sono stati fermati da un ingente schieramento di forze dell'ordine in tenuta antisommossa. Il corteo si è così diretto in via dei Fori Imperiali scandendo slogan: «la cultura non si vende ci riprendiamo tutto e non paghiamo niente», «Noi non siamo la Cgil», «Contro la riforma non basta una sfilata lotta dal basso autorganizzata».

TRAFFICO E SICUREZZA - Traffico paralizzato nel centro storico di Roma per la manifestazione organizzata dalla Cgil. A peggiorare la situazione del traffico il fatto che si sono formati molti piccoli cortei «spontanei» e non autorizzati, soprattutto degli studenti in varie zone del centro. In vista della manifestazione, che si è svolta in modo totalmente pacifico, il Dipartimento della Pubblica Sicurezza aveva inviato a prefetti e questori una circolare che invita a monitorare le partenze per la Capitale, potenziare il controllo del territorio e la vigilanza sugli obiettivi sensibili, predisporre servizi mirati in stazioni ferroviarie e snodi autostradali.

La raccolta di Bonanni - Guarda la foto

Mentre la Cgil era in piazza a Roma, il segretario della Cisl raccoglieva le olive a Bomba (Chieti). Diffondiamo questa foto, spiega un dirigente della Cisl abruzzese che raccoglieva le olive insieme a Bonanni, per far capire che mentre la Cgil passa il tempo a manifestare ( la seconda manifestazione della Cgil in quindici giorni con i soldi dei lavoratori), tanta gente normale lavora. Come Bonanni.

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