ROMA. «Non daremo i numeri, ma siamo davvero tanti». Piazza San Giovanni è un tappeto rosso, il popolo della Cgil che invade Roma. Migliaia di lavoratori, precari, pensionati, disoccupati per protestare contro la politica di un governo incapace di sbloccare la crisi.
Contro un governo, dicono, che fa pagare la crisi ai vulnerabili. Due cortei, affollati come non accadeva da qualche manifestazione, confluiscono nella piazza simbolo delle adunate sindacali. E la scelta del neo segretario nazionale, Susanna Camusso, di non contare i partecipanti (di solito sempre più numerosi rispetto ai dati delle questure) si rivela vincente.
Alla protesta della Cgil non ci sono solo le associazioni di categoria, anche gli studenti, da giorni in rivolta contro la riforma universitaria del ministro Mariastella Gelmini, si uniscono al serpentone di dimostranti. Come anche il mondo politico della sinistra, tante le delegazioni presenti a partire dai leader del Pd e di Sinistra e libertà, Pierluigi Bersani («Nel Paese c'è una sfiducia e a volte una rabbia che non vanno bene e che possono creare tensioni pericolose») e Nichi Vendola («L'Italia migliore è in piazza e sui tetti, quella peggiore, quella del governo, è barricata nel palazzo perché teme di essere cacciata»). Tra la folla anche Rosy Bindi, Paolo Ferrero, Angelo Bonelli, Antonio Di Pietro, Guglielmo Epifani, ex segretario Cgil.
«Il futuro è dei giovani e del lavoro» è lo slogan dello striscione in testa al corteo, lo stesso che troneggia sullo sfondo del palco allestito a San Giovanni. Mentre la piazza è ormai piena di gente che sventola bandiere e palloncini rossi, nelle strade si continua a sfilare.
Tra cori, fischi e slogan contro il governo spiccano i cartelli che raffigurano lo stivale (l'Italia) che prende a calci nel sedere il premier Silvio Berlusconi. A centinaia indossano pettorine rosse con scritto «Vieni via con noi» o «Giovani non più disposti a tutto, a tollerare umiliazioni nel lavoro, precarietà economica, esclusione dal welfare». Un altro eloquente cartello dice: «Per i diritti si marcia, per i privilegi si striscia». «Siamo qui, in piazza, per la scuola, per i tagli, per i precari, perché negli istituti scolastici non c'è sostegno, non c'è più sicurezza, nessuno che ci guarda i figlioli» spiega Cinzia Tucci della Federazione lavoratori della conoscenza di Livorno. Mentre un delegato della Cgil Trentino, Stefano Montani lamenta che «anche la nostra ricca Regione sta vivendo la crisi, ci sono 4.700 lavoratori in lista di mobilità, le aziende chiudono anche da noi».
Massiccia poi la presenza degli studenti al fianco di lavoratori e pensionati. Una partecipazione che ha stupito il ministro dell'Istruzione. «Fa uno strano effetto - sostiene la Gelmini - come quando vedo studenti, professori e baroni manifestare dalla stessa parte». Alcuni gruppi di giovani si fermano a protestare sotto il Campidoglio contro Gianni Alemanno, sindaco di Roma, e la Gelmini. Non riesce invece il tentativo degli studenti di consegnare a Palazzo Grazioli (dimora romana del premier) un simbolico cesto di frutta. Le forze dell'ordine li bloccano a piazza Venezia, il loro grido «state alla frutta» si arena, il cesto di primizie si rovescia e il blitz fallisce.
In piazza c'è anche Alice, 22 anni, la figlia della Camusso. Studia Storia Antica alla Normale di Pisa. Precaria? «Vorrei evitarlo». Dal palco la mamma chiude il comizio con la canzone storica dei partigiani, "Bella ciao".