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Data: 28/11/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Tra il popolo della Cgil va in scena l'antipasto delle primarie della sinistra

ROMA - Benvenuti all'antipasto delle primarie della sinistra. Nichi contro Pigi. Vendola contro Bersani. Ecco, nella piazza della Cgil, dove c'è pure qualche gazebo, i due futuri sfidanti per la candidatura a premier del fronte anti-berlusconiano sono sommersi di applausi, carezze, incitamenti, grida di battaglia («Rottamatelooooo!!!!» a Berlusconi) e tanti altri attestati di stima. Nichi avrà ricevuto centinaia di baci sulle guance. Pigi avrà sorriso centinaia di volte a chi gli si è avvicinato. Ovazioni per l'uno. Ovazioni per l'altro. Alla fine, chi ha vinto questa sfida da primarie anticipate? Chi dei due ha fatto risuonare l'applausometro più rumorosamente? Vendola. Ma soltanto perchè è un tipo più passionale di Bersani, perchè sembra sempre un ragazzino sulla rampa di lancio, perchè è l'uomo politico del momento, la novità, la fresca speranza. Politicamente, però, le pre-primarie di ieri si sono risolte in pareggio: il peso dei due leader in piazza è stato equivalente. E stavolta, i democrat, che pure non hanno aderito ufficialmente alla manifestazione, non ci si sono affacciati timidamente ma c'erano davvero («Siamo presenti ovunque si possa esprimere la realtà vera del Paese», spiega Bersani) insieme a molti elettori di quel partito. Quasi che volessero provare il terreno, che sarà sempre quello di piazza San Giovanni, per l'adunata che terranno l'11 dicembre.
L'abbraccio fra Vendola e Bersani è stato il simbolo di questo equilibrio. Raggiunto dal leader del Pd tramite sforzi movimentisti che non sono nella sua natura ma ai quali s'è sottoposto nei giorni scorsi anche in vista delle elezioni: per esempio salire sui tetti della protesta studentesca anti-Gelmini. Quindi, pareggio? La propaganda berlusconiana dice di no: «Bersani dovrà adattarsi a fare il vice-Vendola, perchè perderà le primarie», annuncia il portavoce del Pdl, Capezzone. Ma chissà. Nichi, sotto il palco di San Giovanni, parla di Pierluigi: «Sono contento che è in piazza anche lui. Perchè se il centrosinistra non recupera la sua base sociale, non esiste più». E ancora: «Le primarie sono necessarie per uscire dall'arroccamento verticistico e non per cannibalizzarci. Ma per stimolarci reciprocamente a ritrovare il nostro popolo». Bersani condivide. Osserva: «C'è una richiesta di cambiamento che va colta. E c'è un distacco micidiale fra la politica e la società». Le primarie, a sinistra, servono appunto a colmare questo distacco.
Chi vincerà? Il segretario del Pd si sta dando un profilo "leftist", cioè più di sinistra, anche per togliere il terreno sotto i piedi del lanciatissimo rivale, per il quale vanno pazzi molti elettori democrat. L'altro giorno, Bersani ha anche colpito Nichi nell'espressione che a quest'ultimo è più cara: quella della «narrazione» («Al Paese serve una nuova narrazione dopo quella berlusconiana», ripete in ogni occasione Vendola). E Bersani: «Narrazione è una parola che mi dà fastidio. E' una favola o che cavolo è?». E anche quando, giorni fa, il segretario del Pd ha messo in guardia dal cadere negli stessi errori del berlusconismo - cedendo a una sorta di «berlusconismo di sinistra» - proprio del "populista" Vendola parlava. Mentre Vendola è piuttosto severo verso il Pd. Se quel partito entrasse in un governissimo con Casini e con Fini o desse l'appoggio a un governo moderato di transizione, Nichi è pronto a denunciare il tradimento delle ragioni della sinistra e a fargliela pagare ai democrat, nel caso si andasse alle urne.
Così, nella piazza della Cgil, i due si sono abbracciati, ma anche studiati, cercando di non darlo a vedere. In gergo calcistico, quella di ieri è stata per entrambi una "sgambata", cioè un allenamento leggero. Per la partita vera c'è ancora da aspettare. Ma non tanto.

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