FOGGIA - Sono state oltre 30.000, secondo gli organizzatori, le persone che hanno partecipato a Foggia alla manifestazione contro il lavoro nero e lo sfruttamento degli immigrati tenuta da Cgil Cisl e Uil. I due cortei partiti da punti diversi dalla città si sono incontrati in Piazza Cavour dove dal palco i tre leader sindacali Gugliemo Epifani (Cgil), Raffaele Bonanni (Cisl) e Luigi Angeletti (Uil) hanno tenuto un comizio. Prima di loro sono intervenuti un lavoratore marocchino, una giovane precaria e una lavoratrice polacca. Erano presenti sul palco anche il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, il presidente della Regione Puglia, Niki Vendola, il segretario di Rifondazione Comunista, Franco Giordano. In chiusura del comizio, Epifani ha rivolto un saluto ai cittadini della vicina Cerignola, città natale del leader sindacale Giuseppe Di Vittorio, e ha letto un messaggio inviato in occasione della manifestazione dalla figlia Baldina Di Vittorio: il messaggio è dedicato alla dignità del lavoro.
EPIFANI, PARTECIPAZIONE STRAORDINARIA, TEMA VERO - "C'é una partecipazione straordinaria alla manifestazione di oggi, vuol dire che il tema é sentito come tema vero e quindi speriamo che tutto il Paese colga l'importanza di questo allarme, di questa denuncia che noi oggi lanciamo". Lo ha detto il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani. "Speriamo che l'accolga anche il Nord che - ha aggiunto Epifani - non può pensare di essere fuori da problemi che in realtà riguardano anche quella parte del Paese".
BONANNI, METTERE NELL'ANGOLO MERCANTI BRACCIA - "L'obiettivo di questa manifestazione è di mettere nell' angolo i mercanti delle braccia, questi criminali che sfruttano il bisogno per piegarlo ai loro interessi non fermandosi di fronte a nulla". Lo ha detto il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni. "Stiamo qui per chiedere ai pubblici poteri - ha aggiunto - di occuparsi con forza di questo problema ma siamo qui anche per chiedere alla società civile di alzare una barriera di resistenza". "Queste cose - ha detto ancora - accadono perché negli ultimi anni c'é stato un laissez faire molto pericoloso, quasi che la trasgressione potesse non avere limiti". "Ecco perché - ha concluso - è importante questa iniziativa a Foggia dove sono accadute cose che hanno superato ogni fantasia".
ANGELETTI, ILLEGALITA' E' COME METASTASI - "La manifestazione di oggi rappresenta un "impegno necessario per il sindacato" perché "quello che spesso si smarrisce è il fatto che l'illegalità, il lavoro nero, è come una metastasi". Lo ha detto il segretario della Uil, Luigi Angeletti. Per Angeletti, di fronte al lavoro nero, "le cellule sane non sono al sicuro, si contaminano quindi bisogna ripristinare la legalità e la dignità delle persone, altrimenti anche il lavoro, quello oggi normale, viene messo in concorrenza".
COLDIRETTI, CALO 16% ACQUIRENTI MADE IN ITALY CERNOBBIO (COMO) - Il lavoro nero mette a rischio la credibilità del Made in Italy alimentare facendo calare gli acquirenti del 16%. E' quanto emerge da alcuni dati dell'Indagine 2006 Coldiretti-Ispo sulle opinioni degli italiani sull'alimentazione, presentata al Forum di Cernobbio organizzato dalla Coldiretti, in coincidenza con la manifestazione contro il lavoro nero promossa dai sindacati CIGL-CISL-UIL a Foggia.
"La trasparenza ed eticità dei rapporti di lavoro è dunque una delle ragioni principali che spingono la maggioranza dei consumatori a preferire il cibo nazionale, preceduta solo - sottolinea la Coldiretti - dalle migliori caratteristiche qualitative (39%) e dal fatto che sono i più sicuri per la salute (22%). "Occorre portare alla trasparenza il settore perché la qualità dei rapporti di lavoro deve essere uno degli elementi che caratterizzano la produzione Made in Italy in Italia e nel mondo", ha sottolineato il Presidente della Coldiretti Paolo Bedoni. "La qualità del prodotto, in sostanza, deve essere data - ha precisato - anche, e soprattutto, dalla qualità del lavoro. E' necessario portare la concertazione sul territorio con il coinvolgimento di tutte le parti sociali per individuare un percorso istituzionale verso la regolarizzazione dei rapporti di lavoro e la lotta allo sfruttamento". "Gli impegni presi a livello nazionale - ha continuato Bedoni - devono essere trasferiti sul territorio dove serve un lavoro comune di tutte le parti sociali firmatarie dell'avviso comune sul sommerso. Un riferimento che contiene elementi efficaci e condivisi per affrontare inquietanti fenomeni malavitosi che - ha concluso Bedoni - umiliano uomini e il proprio lavoro e gettano una ombra su un settore che ha scelto con decisione la strada dell'attenzione alla sicurezza alimentare e ambientale, al servizio del bene comune".