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Data: 28/11/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Enav, la rete delle false fatture porta i pm nei paradisi fiscali. Consulenze Selex, scoperti pagamenti a società off shore

ROMA - Il punto di partenza è Enav con il suo amministratore delegato Guido Pugliesi, quello di arrivo Selex, la società di Sistemi integrati controllata da Finmeccanica, al cui vertice siede Marina Grossi, moglie del presidente e amministratore delegato della holding, Pierfrancesco Guarguaglini. Dal 2004 al 2010 l'Ente nazionale di assistenza al volo assegna a questa società appalti per forniture e opere aeroportuali a trattativa privata, dunque senza un bando di gara. La Selex, a sua volta, li subappalta ad altrettante società minori, tipo la Techno sky srl, che è una controllata di Enav. E il denaro gira, aumentando enormemente.
La procura di Roma, dopo le perquisizioni dei giorni scorsi, è entrata in possesso di documentazione dalla quale questo passaggio di commesse e soldi emergerebbe con molta evidenza. Con un particolare, però, che è quello sul quale il Ros dei carabinieri e la Guardia di finanza stanno puntando maggiormente l'attenzione: come mai (analizzando solo uno degli atti recuperati), se alcuni lavori assegnati sei anni fa erano di 341 milioni di euro, nel 2010 gli stessi lavori vengono pagati 690 milioni? Senza contare che il totale ordinato ai subfornitori è passato da 2,5 milioni a 55,5 del 2009. Mentre l'appalto è rimasto costante, le fatturazioni sono aumentate fino a oltre venti volte. Un esempio per tutti: la Print sistem srl riceve una commessa che nel 2004 è di 2 milioni di euro, ma cinque anni dopo arriva a 34 milioni e 294 mila euro.
Spese lievitate, dunque, costi gonfiati, allungamento dei tempi, e un gioco di false fatturazioni, sul quale ora chi indaga sta lavorando per capire perché una volta ottenuto l'appalto, la Selex, che in teoria dovrebbe fornire progettazioni, abbia deciso di subappaltarlo alla Arc trade srl, alla Cogim spa, alla Print sistem srl, alla T.R.S. spa e alla Techno sky srl, ma anche alla Renco spa, alla Simav Sistemi di manutenzione avanzati e alla Auxilium trade srl. E queste, poi, abbiano sovrafatturato a loro volta, vendendo un prodotto che nasce con un prezzo minore e cresce nel corso del tempo. L'accusa sospetta che il plusvalore passasse da Techno sky, tornasse alla Selex e questa rincarasse fatturando "falsamente" all'Enav. Insomma un sistema consolidato che i procuratori aggiunti Giancarlo Capaldo e Alberto Caperna, e i sostituti Paolo Ielo e Giovanni Bombardieri, ritengono possa nascondere ben altre finalità: creare fondi neri per alimentare i conti personali dei vertici dell'Ente e finanziare la politica.
Gli investigatori stanno puntando l'attenzione anche sulle consulenze assegnate dalla Selex. Avrebbero trovato tracce di pagamenti effettuati a società off shore, e questo sembra far pensare a un metodo usato per far circolare tangenti. Ma a chi finivano questi soldi? Nell'elenco degli indagati, al momento, non risultano nomi di politici. Sebbene i due grandi accusatori, l'ex consulente Lorenzo Cola e il commercialista Marco Iannilli, parlano di molta più gente coinvolta. Cola, in particolare, il cui nome compare per la prima volta nell'inchiesta Fastweb-Telecom Italia Sparkle, per l'acquisizione della Digint (da cui poi si arriva a Enav e Selex) spiega bene il meccanismo, tirando in ballo anche i politici. Non soltanto, dunque, manager pubblici "corrotti" o "distratti", ma anche un giro di mazzette, attinte dai fondi neri, da far arrivare a parlamentari di vario colore. «Il meccanismo delle sovrafatturazioni era consolidato da tempo - ha spiegato Cola ai pm durante uno dei suoi numerosi interrogatori - e serviva per creare fondi neri dai quali si attingevano soldi per manager e politici». Nomi non ne avrebbe fatti, anche se sembra aver precisato che c'era una persona preposta all'Enav ad avere rapporti istituzionali con i politici, ovvero Lorenzo Borgogni, direttore centrale relazioni esterne della società di piazza Monte Grappa, indagato nell'inchiesta per il suo ruolo in una società subappaltatrice.
Non solo. L'ex consulente avrebbe raccontato anche ai pm come il sistema delle sovrafatturazioni fosse esistente ancora prima dell'ascesa di Marina Grossi ad Ad di Selex. L'inchiesta sembra appena cominciata, anche perché starebbero per arrivare nuove rivelazioni "bomba" sulle commesse ottenute nei paesi esteri dalla pubblicazione dei dossier annunciati dal sito Wikileaks.

Inchiesta Enav, nel mirino gli appalti
per gli aeroporti di Napoli e Palermo

Fare luce sugli appalti per i lavori sui sistemi di sicurezza nell'aeroporto Capodichino di Napoli e nello scalo Falcone-Borsellino di Palermo. Questo il cuore dell'inchiesta della procura di Roma che vede indagati, tra gli altri, il presidente dell'Enav Luigi Martini, l'amminisratore delegato della società che controlla il traffico aereo, Guido Pugliesi, e la responsabile della Selex sistemi integrati, Marina Grossi, moglie del presidente di Finmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini.

Nel mirino degli accertamenti dei pm romani dunque le commesse che Enav affidava, senza gara d'appalto, alla Selex Sistemi Integrati che poi subappaltava ad una serie di società per i lavori a Capodichino e allo scalo palermitano. Per ogni intervento in questi due aeroporti si contano più appalti affidati e tra le carte sequestrate ieri, nel corso delle tante perquisizioni eseguite dagli uomini del Ros e da quelli del nucleo valutario della Guardia di Finanza, i magistrati stanno vagliando in queste ore proprio quelle relative agli appalti affidati da Enav a Selex e da Selex ad almeno sette società ieri interessate dalle perquisizioni (Print Sistemi Srl, Arc Trade srl, Technosky, Aicom srl, Simav sistemi manutenzione avanzati spa, Renco spa e Auxilium-trade srl). Carte che i magistrati definiscono «interessanti e essenziali» non solo per ricostruire l'iter dell'affidamento dei lavori ma soprattutto per trovare riscontri alle sovrafatturazioni e alla creazioni di fondi neri.

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