ROMA. L'Atac, la municipalizzata del trasporto pubblico di Roma, trasformata in una sorta di azienda di famiglia, per risolvere la vita di un nipote, o le ambizioni lavorative di una moglie. Il sindaco Gianni Alemanno vuole sapere cosa ci sia di vero, nel caso sollevato sulla "parentopoli" dell'azienda di trasporto pubblico, e dà mandato all'amministratore delegato di aprire una inchiesta interna. Fra le 854 assunzioni degli ultimi due anni, avvenute su chiamata diretta, fra Atac e Trambus, secondo un'inchiesta di Repubblica, ci sarebbero infatti mogli, generi, nipoti e segretarie di assessori, dirigenti e sindacalisti. Nell'elenco di chi non sarebbe stato individuato esattamente sulla base dei meriti, spunta anche una ex cubista. È andata decisamente meglio al segretario regionale della FaisaCisal autoferrotranvieri, Gioacchino Camponeschi, gran sostenitore del sindaco Alemanno, che oltre alla moglie Flavia Rotondi, nella società di trasporti è riuscito a piazzare finanche la figlia Sarah.
Così Alemanno chiede all'amministratore delegato Maurizio Basile una indagine per «verificare la veridicità di quanto pubblicato, controllando i criteri di assunzione che sono stati utilizzati dalle precedenti amministrazioni nell'ultimo decennio». I risultati di questa verifica - si aggiunge in Campidoglio - saranno presentati dall'amministratore delegato «entro massimo 15 giorni, adottando le iniziative conseguenti». E mentre il Codacons annuncia un ricorso alla Corte dei Conti, l'ex ad dell'azienda Bertucci replica alla presunta "parentopoli" definendola un attacco personale: «sotto la mia gestione - dice - i dipendenti complessivi di Atac sono diminuiti nel complesso di alcune centinaia rispetto allo scorso anno e non gonfiati di 854 unità».