PESCARA. «Qual è la città che viviamo?»: è la domanda frullata nella testa di Carlo Costantini quando, passeggiando nella sua città, Pescara, si è chiesto se i confini fossero quelli istituzionali o quelli della quotidianità: di una serata al cinema raggiungendo Spoltore oppure di una giornata al lavoro a un convegno in un grande albergo di Montesilvano. «Oggi si cambia: la competizione economica corre sul territorio, non si può restare divisi». E da quella domanda, Costantini, ha messo a punto il progetto di una nuova città: Pescara, Montesilvano e Spoltore fuse insieme.
«Nuova città»: è ancora senza nome l'idea di un'unica area metropolitana, o di una «conurbazione», come la chiamano con precisione, presentata ieri mattina dal capogruppo dell'Idv alla Regione Carlo Costantini sostenuto, nello studio di fattibilità, dal docente di Architettura Roberto Mascarucci e dall'economista, anche lui docente alla D'Annunzio, Nicola Mattoscio. La nuova realtà ingloberebbe Pescara, Montesilvano e Spoltore, ne fonderebbe insieme la storia, l'economia, le infrastrutture in una visione di arricchimento, di risorse finanziarie che lieviterebbero e di una grande forbice per la politica.
TRA BARI E ANCONA «Non è uno sforzo quello che chiedo, basta convincersi soltanto della necessità di cogliere tutte le occasioni possibili per migliorare le nostre condizioni di vita». E' la filosofia di Costantini, presidente del comitato promotore della fusione di cui illustra una cascata di dati che partono, intanto, dalla nuova superficie. Le tre città arriverebbero a sfiorare i 95 chilometri per metro quadro e arriverebbero a una popolazione di quasi 200 mila abitanti: a metà strada tra Bari, che resterebbe comunque più grande, ma superiore ad Ancona. Un grande polo in grado di puntare sulla competizione, facendo tutt'uno delle aziende iscritte alla Camera di commercio che diventerebbero 20.765 contro il frazionamento: le 14.190 di Pescara, le 4.875 di Montesilvano e le 1.700 di Spoltore. Facendo balzare anche il numero degli occupati che arriverebbe a quasi centomila, come racconta lo studio di fattibilità a cui ha fornito la sua consulenza anche il docente Daniele Angiolelli. Ad ascoltare la proposta, c'erano ieri il senatore Idv Alfonso Mascitelli, alcuni consiglieri provinciali e di Spoltore, Antonella Allegrino, Camillo Sborgia e Luciano Di Lorito, il vice sindaco di Spoltore Luciano D'Incecco e Paola Marchegiani, consigliere Pd del Comune di Pescara.
900 KM DI STRADE Lo studio è stato illustrato ieri nella sede della fondazione PescarAbruzzo in corso Umberto a Pescara, presieduta da Mattoscio, e analizza, tra i primi punti, i «caratteri» delle singole città e poi della nuova realtà: l'assetto del territorio e i problemi dell'ambiente, i servizi indispensabili come la viabilità, la nettezza urbana, poi le scuole, gli impianti sportivi, le mense scolastiche e i soggetti giuridici con bilancio esterno. Pescara ha 550 chilometri di strade comunali, Montesilvano ne ha 165 e Spoltore 174: in totale, la nuova città avrebbe 889 chilometri di strade. Strade che sarebbero illuminate da 27.700 lampioni contro i 18.800 di Pescara, i 7.200 di Montesilvano e i 1.780 di Spoltore.
«Tre Comuni che non rinuncerebbero alla loro storia personale, ma la unirebbero», è stato sottolineato evidenziando come dal progetto nascerebbe un unico percorso culturale in grado di abbinare le fondazioni pescaresi alla scuola di musica, a esempio, di Montesilvano.
IL RISPARMIO Risparmio: è questa la parola che guida il progetto che presto arriverà si Internet all'indirizzo www.pescaramontesilvanospoltore.it. «Razionalizzare le risorse finanziarie per dare una più efficiente gestione complessiva del territorio» è stato detto dai tre promotori della nuova città. Le risorse dei tre Enti, ora divise, arriverebbero a 181 milioni di euro, una cifra che esce sommando il bilancio di Pescara (115 milioni), di Montesilvano (51 milioni) e di Spoltore (oltre 14 milioni).
Cosa fare con il nuovo budget? «Rilanciare le infrastrutture», ottimizzare ad esempio l'aeroporto, gestire la crescita di un'area vasta, cogliere nuove opportunità. Ma amalgamarsi in un unico Ente significa anche snellire gli iter burocratici, ottenere finanziamenti aggiuntivi e soprattutto risparmiare: 1 milione e 300 mila euro in meno per i costi della politica, 5 milioni di euro in meno per il personale, 200 mila euro di risparmio sui beni strumentali e sulle società partecipate. Un risparmio totale di 6 milioni e 700 mila euro.
15 MILIONI DI BONUS Tra economie di spesa e maggiori entrate, lo studio di fattibilità, «con massima prudenza», come è precisato, arriva a stimare 15 milioni 529 mila euro annui di risorse aggiuntive. Una cifra che esce fuori unendo i risparmi e le maggiori entrate che ammontano a quasi 9 milioni di euro tra trasferimenti statali straordinari e contributi regionali. E' questa l'immagine della nuova città di Costantini, Mattoscio e Mascarucci, l'architetto per cui «una grande area metropolitana esiste già nei fatti, ma ha bisogno di una regia».
IL NOME DA SCEGLIERE «Decideremo alla fine il nome della nuova città», dice Costantini che, fiducioso nel suo progetto, si è dato 18 mesi di tempo per realizzarlo. Il leader dell'Idv ha aperto un comitato «trasversale, aperto a qualsiasi schieramento politico» e in questi mesi sensibilizzerà la fusione tra Pescara-Montesilvano-Spoltore aprendo anche, a breve, una pagina su Facebook.
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