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Data: 28/11/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Concorsi truccati a Montesilvano - Rinnegato il patto con Cicchitto e Gasparri. Il centrodestra tratta con Brocchi ma lo scarica dopo le elezioni, così scatta la denuncia

MONTESILVANO. Sarebbe potuto restare nell'ombra il malaffare dei concorsi truccati per dare un lavoro in Comune ai protetti dei politici. Se lo stato maggiore del centrodestra - compresi Cicchitto, Gasparri e Pastore - avesse rispettato il patto con Brocchi, la denuncia non sarebbe scattata: invece, la vendetta di Brocchi ha fatto scoprire «la divisione della torta tra gli amici della maggioranza di governo».
Leo Brocchi, ex direttore generale del Comune, candidato sindaco nel 2007 e oggi all'opposizione con il gruppo Proposta liberale europea, rivela i retroscena di incontri pescaresi e romani.
Dopo le elezioni del 2007 con la vittoria di Pasquale Cordoma al secondo turno, Brocchi viene scaricato dal centrodestra. Nel primo consiglio comunale avverte: «Cordoma dichiara che l'accordo con Brocchi non esiste e non è mai esistito, ma faccia l'uomo», recita l'intervento del 5 luglio 2007, «dica che ci ha ripensato e inventi una giustificazione, per quanto poco plausibile, ma non dica che non esiste e non esponga l'onorevole Maurizio Gasparri che si è dichiarato garante nazionale dell'accordo al rischio di passare per ciarlatano. Il precipizio della lealtà», attacca Brocchi, «sta davanti ai piedi di chi si comporta così. Cosa c'è da aspettarsi? È semplice: io sono una persona seria, chi mente con me, chi non rispetta i patti, ha chiuso per quanto non gli possa interessare. Se questo è l'esordio, temo che Montesilvano sia caduta dalla padella alla brace». Il 15 dicembre, a cinque mesi dall'avvertimento registrato dai microfoni dell'aula consiliare, Brocchi si siede in questura e svela il meccanismo dei concorsi truccati con le soluzioni consegnate ai raccomandati la notte prima degli esami: «Io ho fatto il mio dovere», sottolinea oggi Brocchi, «sono venuto a conoscenza di presunti reati e li ho denunciati. Se non l'avessi fatto, avrei commesso io il reato di omissione di atti d'ufficio». Cordoma, Lorenzo Sospiri e altri politici rischiano un processo.
Ma cosa succede prima delle elezioni? Dopo le anticipazioni nel primo consiglio del 2007, Brocchi torna a parlare dell'accordo gettato nell'immondizia il 30 settembre 2010, ancora una volta in un consiglio registrato e nessuno lo smentisce. «Dopo le elezioni», dice Brocchi, «Cordoma mi ha chiesto un incontro e ci siamo visti non a Montesilvano ma nel mio studio legale in corso Umberto 18 a Pescara. Si è parlato di assessorati e incarichi per professionisti esterni: Cordoma, però, mi ha detto che ne avrebbe dovuto discutere con Sospiri. Quindi, anche prima delle elezioni si è dimostrato un Sospiri-dipendente. Il giorno dopo, alle 22,30, sono stato invitato nello studio notarile di Andrea Pastore e lì ho trovato il quartetto Cetra: Pastore con Cordoma, Sospiri e Giuliano Grossi. Ho chiesto», dice Brocchi, «di mettere per iscritto i contenuti dell'accordo, mi hanno risposto con pacche sulle spalle perché in politica basta la parola».
Dopo l'incontro con i quattro, Brocchi va a Roma per parlare con Fabrizio Cicchitto, Mario Valducci e Sabatino Aracu: «Quando nella sala è entrato Pastore, ci è rimasto di stucco», riferisce. Un altro incontro, a Roma, si svolge 24 ore dopo: «Per il tramite di Sergio De Gregorio di Italiani nel mondo mi sono visto con Gasparri che, davanti a me, ha preso il telefono e ha chiamato Sospiri. Nonostante tutti questi incontri sono stato trattato come un clandestino nel periodo tra il primo turno delle elezioni e il ballottaggio».
Quando Cordoma rinnega l'accordo con Brocchi, lo strappo è inevitabile: «Con qualcuno dei miei, l'amministrazione avrebbe evitato cretinate», commenta oggi Brocchi che si riferisce a un'intercettazione telefonica di Enrico Rotolo, funzionario della società che ha gestito i concorsi: «Al di là dell'essere disonesto», dice Rotolo, «sono proprio cretini perché pensare che una cosa così non si venga a scoprire con 1.400 partecipanti, sono proprio idioti. Vabbè, sono anche disonesti ma la disonestà nasce dal fatto di essere idioti».

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