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Pescara, 14/04/2026
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Data: 29/11/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il terremoto Wikileaks - Nei documenti americani critiche al premier italiano «Berlusconi sembra il portavoce di Putin. È incapace, stanco per le feste notturne».

ROMA Di segreto c'è ancora poco. E certo non lo sono le «feste selvagge» di Berlusconi di cui si parla su tutti i siti, scatenati a raccontare le prime indiscrezioni di Wikileaks. Nei rapporti diplomatici spediti a Washington «i festini» sono in prima fila, allusione esplicita ai raduni con escort e attricette in caccia di parti in commedia, ma i giornali italiani ne sono zeppi da mesi. Tanto che il premier, dopo aver definito "balle" le rivelazioni delle varie Ruby, s'è definito urbi et orbi «un ospite irripetibile e unico», che lavora fino alle 2 e mezza di notte e si sveglia alle 7, avvertendo: «Nessuno potrà farmi cambiare stile di vita». I giudizi dell'incaricata d'affari a Roma, Elizabeth Dibble, sono al vetriolo e sembrano discendere da quelle parole: il presidente del Consiglio italiano è un leader «fisicamente e politicamente debole» le cui «frequenti lunghe nottate e l'inclinazione ai party significano che non si riposa a sufficienza». Il telegramma spedito dalla Dibble è citato dal Guardian, uno dei giornali che ha ottenuto da Wikileaks i documenti segreti. Ma non finisce qui: il premier è «incapace, vanitoso e inefficace come moderno leader europeo». E questa è senza dubbio la stroncatura più pesante nei confronti dell'inquilino di palazzo Chigi.
Molto più dura dell'affondo diplomaticamente critico che riguarda la sbandierata amicizia tra Silvio e Vladimir: il signor Berlusconi «sembra sempre essere il portavoce di Putin» in Europa. I viaggi e le brevi vacanze di Silvio nella dacia russa vicino a Soci fanno parte dell'iconografia presidenziale. Putin viene definito dai diplomatici Usa come «alpha dog» cioé «maschio dominante». Vladimir è famoso per le foto da macho a torso nudo, e dicono che gode di supremazia su tutte le altre figure pubbliche in Russia, minata da una burocrazia ingestibile che spesso ignora i suoi editti; politico «di stampo autoritario», «il cui stile macista gli consente di collegarsi perfettamente con Silvio Berlusconi». Una relazione tra i due fatta di «elargimento di doni» e «contratti lucrativi d'energia».
E infatti i documenti raccontano che gli Usa erano preoccupati per l'intesa tra Eni e Gazprom su Southstream, il mega-gasdotto che collegherà Russia e Ue, e la «assai cordiale relazione tra Putin e Berlusconi». Non solo: la Clinton ha chiesto informazioni alle ambasciate sugli «investimenti personali» dei due leader che possano «condizionare le politiche estere o economiche dei due Paesi». E chissà quanto altro verrà fuori se è vero che sono «3.012» i file inviati dalle sedi diplomatiche americane in Italia e intercettati da Wikileaks.
Indiscrezioni anche sul ministro degli Esteri, Frattini, e la politica estera italiana. Posizioni che, per il momento, fanno poco danno. «Ha espresso particolare frustrazione per il doppio gioco di espansione verso l'Europa e l'Iran da parte della Turchia», racconta un documento dell'8 febbraio scorso, dopo l'incontro romano tra Frattini e il segretario della Difesa, Gates. La «sfida secondo Frattini è portare la Cina al tavolo» dei colloqui sulla questione iraniana. Cina e India, secondo Frattini sono «Paesi critici per adottare misure che potrebbero influenzare il governo iraniano senza ferire la popolazione». E fin qui tutto torna. Il ministro, dicono i dispacci, «ha anche proposto di inserire Arabia Saudita, Turchia, Brasile, Venezuela e Egitto nelle conversazioni», si legge nel documento. Frattini «ha anche proposto un incontro informale tra i Paesi del Medio Oriente» per «consultarsi sulla questione iraniana». E «il segretario di Stato Clinton è d'accordo». Sui rapporti con Gheddafi non c'è ancora nulla. Ma il dittatore libico è già stato pizzicato: ha usato il botox per nascondere le rughe, «è ipocondriaco» tanto da far filmare tutti gli esami cui viene sottoposto per farli poi controllare dai suoi dottori. Ed è sempre accompagnato da una «voluttuosa e bionda infermiera ucraina». Lo tsunami diplomatico è solo all'inizio.

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