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Pescara, 14/04/2026
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Data: 29/11/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Beffa di "Generazione Italia": sfiducia citando il Bossi del '94. L'ira della Lega. Bocchino: Berlusconi lasci. Il Pdl: estremisti e traditori

ROMA - Una lettera di sfiducia a Berlusconi è l'ultimo atto di «Generazione Italia», la fondazione legata a Gianfranco Fini per dichiarare la «chiusura» dell'esperienza con il Pdl. Non è secondario rilevare che la lettera-provocazione, poi definita «uno scherzo», in molti passaggi ricalca il discorso di Umberto Bossi quando il 21 dicembre 1994 sfiduciò il primo governo Berlusconi. «Generazione Italia» spiega così la mossa: dopo il Cavaliere, «non c'è il diluvio. Con quale diritto lei batte i pugni sul tavolo dichiarando la sua insostituibilità! Non è lei l'uomo della Provvidenza, né lo è stato». Se tra i fedelissimi di Berlusconi si ritiene che questo sia «il calcio dell'asino», parola di Daniele Capezzone, (il quale è convinto che «molti non seguiranno i pasdaran»), nella maggioranza il giudizio non cambia, tranne che per qualche sfumatura. Ovvero che, con questa mossa, il gruppo finiano voglia confermare la spallata finale, malgrado mascheri tutto dietro una lettera-beffa. Il leghista Calderoli ricorda che nel '94 la Lega «non scherzò». «Chi gioca oggi toglie spazi l tentativo di dialogo politico in corso».
Italo Bocchino incalza: Berlusconi non avrà la fiducia in Parlamento, «non ha la maggioranza alla Camera», dovrebbe dimettersi «prima di andare a uno scontro muscolare inutile e dannoso». Ed auspica un nuovo scenario politico: «E' chiaro che immediatamente dopo, sarà un'altra partita e non è scontato, come dice Berlusconi, che si andrà dritti al voto». Bocchino chiede infatti al presidente Napolitano di verificare se «in Parlamento esistono le condizioni per costruire un'alternativa». Che potrà essere indicata sia dal Pdl che dalla Lega, ma «tutti» i gruppi hanno «il dovere, il giorno dopo, di dar vita a un nuovo governo». Adolfo Urso esce dal riserbo, proponendo sua volta, una coalizione Fli e Udc. Se il premier non rimetterà l'incarico al Quirinale, «altri, all'interno di Pdl e Lega, maturino questa responsabilità».
Che sia una lettera-scherzo, per rispondere alle accuse di tradimento, nessuno lo ritiene nel Pdl. Semmai, dicono, fa parte del tentativo di una campagna di «logoramento», ormai agli sgoccioli. Gianni Alemanno chiede un «contro-manifesto del Pdl che esprima i principi e i valori» con i quali è nato il Pdl. Definisce un «momento difficile» quello attuale, «segnato da una scissione in cui emergono tendenze astratte». Osvaldo Napoli osserva che i finiani hanno solo «sete di potere». Ignazio La Russa non vuole accusare alcuno di tradimento, «dico però che se io non votassi la fiducia al governo Berlusconi, mi sentirei un traditore, spero che nessuno si offenda per questo».

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