L'associazione contro i costi elevati della Regione
VASTO. A sud del fiume Trigno, i promotori del ricongiungimento con l'Abruzzo sostengono che il Molise è una regioncella ridicola, asfittica e rachitica. Ridicola, spiega Sergio Sammartino, presidente dell'associazione Maiella Madre, propugnatrice dell'unità tra le due regioni, «per l'esagerato volume dei suoi costi mentre in tanti non sanno neppure che questa regione esista e dove si trovi». Asfittica «perché le manca l'aria per sopravvivere». Rachitica, infine, «perché non è mai cresciuta in salute». Di qui l'idea di ricongiungere il Molise all'Abruzzo. Perché il Molise, in fondo, una vera identità non l'ha mai avuta. «Quelli di Colletorto», continua Sammartino, «si sentono pugliesi, quelli di Agnone abruzzesi e forse quelli di Venafro campani. La "Provincia Molise" fu creata dal re Giuseppe Bonaparte per togliere un po' di lavoro ad altre tre province, prendendo un pezzo di Puglia, un pezzo di Campania e di Abruzzo».
Ma storia e toponomastica sono l'ultima cosa. «Con 320mila abitanti, la Regione Molise», sottolinea Sammartino, «costa più della Regione Lombardia, che ha 8 milioni di abitanti e produce il 30% del Pil nazionale, e rende poco o nulla ai cittadini. Abbiamo meno abitanti di un quartiere di Roma. Con il ritmo dello spopolamento saremo in 250mila tra meno di dieci anni. Prima o poi Roma ci dirà: "Pretendete di continuare ad avere un apparato regionale che costa milioni?". E poi federalismo significa "fate da soli, con le vostre risorse, pagatevi ciò che potete pagarvi". Ma è evidente che significa ridurre a meno di un terzo gli attuali servizi, che già lasciano a desiderare. Ma sia chiaro: non è l'Abruzzo che deve accettarci come pezzenti che chiedono ospitalità. Eliminiamo la visione della riunificazione come soggezione del Molise all'Abruzzo e parliamo in termini di regione unica. Il Molise deve essere parte integrante di una grande regione, non come una regione secondaria a un'altra».