ROMA - Non frequenta festini «selvaggi», non sa neppure cosa siano, non dà peso a dichiarazioni di funzionari di ambasciata di quarto grado, comunque ritiene che qualcuno paghi le ragazze per rendere dichiarazioni false e infondate. Silvio Berlusconi in visita a Tripoli, al vertice tra Unione europea e Africa, deve affrontare la tempesta «Wikileaks». Difficile da smaltire quel mucchio di report diplomatici, in cui lo dipingono come «incapace», «prostrato dai festini», «portavoce di Putin», soprattutto nei colloqui con Barroso, presidente della commissione Ue, con Van Rampuy, presidente del Consiglio europeo ed anche con Gheddafi e con il premier turco, Erdogan. Il tono del premier è pieno di tensione, la «risata» di domenica sera è evaporata, quando attacca «Wikileaks» e non vuole dar peso alle parole di «funzionari diplomatici di quarto grado». Forse, più di lui, sulla bufera arrivata dagli Usa, si esprime Gianni Letta: «C'è da restare atterriti e sconfortati» di fronte a questi «costumi dell'epoca».
Se qualche tempo fa, quando alcune «escort» rivelarono di aver partecipato a cene a Villa Certosa, Arcore o Palazzo Grazioli, Berlusconi aveva difeso il suo «stile di vita», adesso cambia marcia. Non prima di annotare: «Io, una volta al mese, do delle cene, nelle mie case, dove tutto avviene in modo corretto, dignitoso ed elegante». L'accusa è anche «ai giornali di sinistra» i cui articoli vengono utilizzati da «funzionari di terzo o quarto grado» dell'ambasciata americana, i quali riportano quelle falsità. «Se posso permettermi - ha detto ai microfoni di Sky Tg 24 - sfortunatamente, non ho partecipato, in tutta la mia vita, a nessun wild party, forse sono interessanti, io ho mai avuto occasione di frequentarli». Ed ha spiegato che offre le cene, una volta al mese, «perché c'è tanta gente che vuole incontrarmi e stare con me». Ha dato una versione sul perché sia raggiungibile da molti, soprattutto ragazze, sul cellulare. «Hanno detto: come mai lascia il telefonino? Perché in tutte queste cene tutto ciò che accade è soltanto corretto, dignitoso, elegante e quindi, tutti possono filmare o fotografare qualunque cosa capiti in queste cene». Al riguardo trova il sostegno di molti parlamentari Pdl, da Melania Rizzoli a Laboccetta. Mentre per Osvaldo Napoli sono solo manovre per destabilizzare il governo.
Ma la linea difensiva arriva, ben presto, al cuore del problema. Secondo il Cavaliere, le ragazze che parlano dei suoi festini sono pagate per dire il falso. Come mai queste rivelazioni? «Mi domando perché lo facciano. Sono infondate e incredibili. Una ragazza che si dichiara prostituta di fronte al mondo si preclude tutte le strade per un lavoro futuro, per trovare un marito. Allora, mi domando chi le ha pagate. Chi avrà pagato così tanto affinché lo facciano?». Naturalmente l'interrogativo riguarderà anche Ruby, la giovane marocchina, portata in Questura a Milano per furto, poi rilasciata dopo una telefonata del premier. Questa vicenda non è ancora chiusa: il caso torna nel Csm, i consiglieri dovranno decidere se aprire un'istruttoria dopo la lettera del Pm Fiorillo. Ma dalle parole del premier traspare amarezza: «Le cose che vengono dette fanno male al Paese».
Malgrado nella trasferta libica sia apparso scuro in volto, con pochi sorrisi, ha voluto esprimere il tradizionale «ottimismo» che insieme «alla fiducia» sono fattori «per allontanare le crisi economiche». Di fronte ai leader africani ed europei, ha lanciato un appello per un dialogo «alla pari» tra Bruxelles e l'Unione africana. Ma ha chiesto anche un impegno finanziario dell'Europa per l'Africa per costruire «grandi infrastrutture, come trasporto, energia ed acqua». Ed ha avuto, infine, un incontro con Gheddafi che, secondo i report americani, ha fatto il «botox» in volto.