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Pescara, 14/04/2026
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Data: 30/11/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Universitari invadono la zona rossa. Facoltà occupate contro la Gelmini. "Preso" anche palazzo Camponeschi

Un paio di studenti si sono affacciati coraggiosamente dal balcone dell'aula F di palazzo Camponeschi, spazio conquistato dai loro predecessori durante il movimento della "Pantera" del 1990, per esporre venti anni dopo, come in uno stupefacente déja vu, gli striscioni della protesta anti-Gelmini dalla sede universitaria inagibile, divenuta, all'Aquila più che mai, metafora di una "università pericolante" (questa la frase scritta sul lenzuolo bianco sventolante). Gli studenti di tutto l'ateneo, ieri, dopo aver interrotto le lezioni, si sono dati appuntamento in piazza Duomo per un sit-in, poi, attraverso via Cavour, via Sallustio, e la stretta via Patini, percorsa in fretta per la presenza di macerie e possibili pericoli, sono arrivati in piazza Palazzo e quindi dinanzi alla storica sede della facoltà di Lettere. Con loro docenti, ricercatori e il preside della facoltà umanistica Giannino di Tommaso. A fine giornata risulteranno occupate quasi tutte le Facoltà. In serata ci sono stati anche blocchi stradali. «Le facoltà umanistiche sono le più colpite dai tagli alla ricerca - ha detto Di Tomamso -. Noi, all'Aquila già paghiamo un prezzo alto a causa del sisma, con il 33% in meno di iscritti e la mancanza di una sede, visto che è sfumata l'operazione del carcere minorile. Tuttavia siamo quasi certi di poter avviare il prossimo anno accademico nella sede dell'ex San Salvatore». «Dopo mille anni di vita - ha aggiunto l'ex preside di Scienze Lepidi - l'università pubblica Italiana muore con questo Ddl». I ragazzi, circa 200, in piazza dei Gesuiti hanno svolto simbolicamente una lezione all'aperto. «La nostra Torre di Pisa, il nostro Colosseo - dicono - è l'intero Centro Storico dell'Aquila, cuore pulsante della città universitaria nel pre-sisma: il nostro vero monumento studentesco». Prima del sit-in, verso le 10, gli studenti avevano occupato la facoltà di Scienze. Secondo una nota diffusa dall'Unione degli universitari (Udu), sono interrotte le attività didattiche quasi ovunque. La facoltà di Medicina non è stata occupata per permettere lo svolgimento dell'esame di stato di infermieristica. I ragazzi hanno intenzione di tornare nella zona rossa anche nei prossimi giorni «È questo il nostro modo - spiegano - per dire anche dall'Aquila che questa riforma provocherà la morte del nostro sistema universitario». Virtualmente con loro anche il rettore Ferdinando Di Orio che ha dichiarato di appoggiare la protesta. Fra gli obiettivi della mobilitazione: contrastare il Ddl Gelmini, invitando il Governo a ritirarlo e ad aprire una discussione vera; rilanciare i temi del 17 novembre su borse di studio, mense, trasporti, cas, residenza San Carlo Borromeo e su cui la Regione non dà ancora una risposta concreta; rimettere al centro della ricostruzione e del progetto di città il tema di "L'Aquila città universitaria" non solo come slogan, come fanno Regione e Comune, o come "scusa" per fare qualche regalino privatistico, ma con progetti concreti; rilanciare il progetto "una caserma di meno, un campus di più".

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