REGIONE ABRUZZO TOTOASSESSORI Il premier chiede di allargare l'alleanza Giuliante-Ricciuti: candidature a rischio
L'AQUILA. Passa per Roma e per le logiche nazionali del Pdl il rimpasto della giunta regionale. La telefonata del premier, Silvio Berlusconi, al governatore, Gianni Chiodi, per perorare la causa dell'ingresso della Destra nell'esecutivo, fa parte del processo di costruzione di un nuovo centrodestra nazionale in vista del voto di fiducia al governo del 14 dicembre. L'assessorato esterno alla Destra, visto che la forza politica non è presente in Consiglio, complica i piani del presidente Chiodi e dei coordinatore del Pdl, Filippo Piccone e Fabrizio Di Stefano, che miravano a chiudere in tempi stretti la sostituzione di Daniela Stati e Lanfranco Venturoni, i due assessori spazzati via da due inchieste giudiziarie. Per centrare l'obiettivo, i tre massimi esponenti del Pdl stanno cercando di aggirare l'improvviso ostacolo determinato dalla richiesta di Berlusconi: cosa non facile visto che, da quanto emerso, il premier ha posto la questione con determinazione. Una conferma arriva dal segretario nazionale della Destra, Francesco Storace: «Con Berlusconi abbiamo parlato facendo anche l'analisi della situazione abruzzese e contestualizzandola con il dato nazionale che vede la Destra sempre più omogenea al centrodestra. Il presidente ha deciso di dare un segnale e ha chiamato il governatore Chiodi. Se Berlusconi è intervenuto, l'istanza sarà sicuramente valutata. Il fatto che il governo abbia manifestato la volontà di allargare la coalizione anche in Abruzzo», conclude Storace, «ha un valore politico importante».
Come dire, la Destra si giocherà sino alla fine le proprie carte. Anche se il segretario non lo ha ufficializzato, il nome su cui si punterà è quello del segretario regionale, Luigi D'Eramo, aquilano, consigliere comunale nel capoluogo di regione. Questa candidatura farebbe tramontare ogni sogno di gloria ai consiglieri aquilani del Pdl Gianfranco Giuliante e Luca Ricciuti, in corsa, anche se il capogruppo è segnalato in vantaggio per il posto destinato a dare all'Aquila la rappresentanza in giunta, nel quadro di una riconosciuta esigenza di riequilibrio territoriale. Ora Giuliante deve fare i conti con il suo giovane ex delfino con il quale il rapporto si è interrotto bruscamente qualche anno fa, ai tempi della militanza in An.
L'invito neanche troppo velato di Berlusconi non fa dormire sonni tranquilli neppure ai due assessori tecnici Federica Carpineta e Mauro Di Dalmazio, fedelissimi di Chiodi. Ieri, nel Pdl, la vicenda ha tenuto banco anche se per il momento il programma non cambia: nelle prossime ore, i vertici regionali convocheranno i partiti della maggioranza, Fli e Mpa, per chiudere il ciclo delle consultazioni cominciate con il confronto di sabato con il gruppo regionale del Pdl. Chiodi, Piccone e Di Stefano dovranno poi fare il punto sulle indicazioni e decidere. Ma sempre dopo aver fatto i conti con la richiesta di Berlusconi, rispetto alla quale sono in corso trattative con Roma. Però la situazione è fluida, aperta a ogni eventualità: ad esempio, c'è chi parla della candidatura di una sindacalista per il posto di assessore riservato all'Aquila, nel caso in cui non andasse alla Destra. Questo per non avere un pericoloso sconfitto tra Giuliante e Ricciuti.