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Pescara, 14/04/2026
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Data: 30/11/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Pd, sfida sui fondi per lo sviluppo. Paolucci: «Il centrodestra converga con noi sulle cose da fare»

PESCARA. Il Cipe, nella seduta del 26 novembre scorso, è tornato a chiedere alle Regioni una accelerazione dell'iter sugli investimenti finanziabili con i fondi Fas 2000-2006, ma soprattutto la riprogrammazione degli interventi rispetto ai piani elaborati in precedenza. Anche l'Abruzzo dovrà riprogrammarli perché il comitato li considera poco incisivi.
Ieri il governatore Gianni Chiodi, parlando a Chieti al Meeting delle Pmi al Theate Center, ha teso una mano all'opposizione invitandola a lavorare per un documento di riprogrammazione condiviso (un tentativo di dialogo che ha pochi precedenti in questa legislatura).
La prima reazione è arrivata dal Partito democratico che nella stessa mattinata ha presentato in conferenza stampa una risoluzione consiliare sulla vertenza Abruzzo (oggi posta al voto in Consiglio regionale) e soprattutto l'emendamento alla Finanziaria che il partito ha depositato ieri pomeriggio in sede di commissione Bilancio al Senato.
«Attendiamo un segnale dal Presidente», ha detto il consigliere Giuseppe Di Luca, «aspettiamo che Chiodi ci chiami e che faccia chiarezza sulle risorse disponibili. Ma crediamo che dagli 800 milioni iniziali almeno 500 milioni siano certi».
In realtà in base alle tabelle del Cipe pubblicate nella deliberazione 79/2010, l'importo complessivo del Fas Abruzzo ammonta a 696,6 milioni, ma di questi sarebbero solo 32,1 milioni le risorse certe, mentre altri 133 milioni sono «da valutare» e 15,6 milioni rischiano il disimpegno automatico. Il resto è un punto interrogativo.
Comunque si vedrà se il dialogo a distanza Chiodi-Pd somigli a una mano tesa o a una schermaglia tattica. Certo è che il Partito democratico ieri ha rilanciato la sfida della condivisione della "Vertenza Abruzzo" presentando due documenti con proposte precise sulle quali chiede una risposta al Consiglio regionale e ai parlamentari abruzzesi eletti, in particolare a quelli del centrodestra.
«Noi vogliamo portare nelle istituzioni la vertenza Abruzzo», ha spiegato il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci. «Oggi pomeriggio (ieri per chi legge) i nostri senatori hanno depositato un emendamento alla finanziaria, uno dei pochissimi a livello nazionale, nella quale si chiede al governo di assegnare all'Abruzzo 500 milioni in due anni, 250 milioni l'anno, per finanziare gli assi portanti del Master Plan abruzzese. Un emendamento che non stravolge gli equilibri di bilancio sul quale il centrodestra abruzzese è chiamato ora a esprimersi per tutelare l'Abruzzo e la sua economia». L'emendamento è stato firmato dai senatori Giovanni Legnini, Luigi Lusi, Franco Marini e altri.
Il Pd chiede in sostanza di accantonare il Master Plan, («che ormai è una scatola vuota», dice Paolucci) e di mettere in campo un accordo di programma quadro che finanzi con 500 milioni i settori economici strategici per la ripresa dell'aconomia regionale: edilizia sostenibile, turismo, automotive, agroalimentare, Ict, farmaceutica, chimica, made in Italy.
Oltre ai fondi per lo sviluppo, nell'emendamento si chiede la proroga al 2013 della sospensione delle tasse nei comuni colpiti dal sisma del 6 aprile 2009. «Da domani si saprà chi è con l'Abruzzo e chi no», ha commentato al consigliera Marinella Sclocco, mentre Franco Caramanico ha criticato il disimpegno della maggioranza su capitoli centrali come quelli dei rifiuti e dell'energia «per i quali siamo ancora all'anno zero».
All'impegno romano sulla finanziaria il Pd affianca una risoluzione in Consiglio regionale che raccoglie le sollecitazioni avanzate dai vertici dei sindacati e delle associazioni degli imprenditori nel recente incontro con Pierluigi Bersani.
Punto centrale della risoluzione è la richiesta dell'attivazione di un tavolo di confronto con il governo sulla Vertenza Abruzzo con la partecipazione delle parti sociali e dei parlamentari abruzzesi. Il Pd chiede anche la modifica del decreto sulla ricostruzione per finanziare gli interventi più urgenti del Master plan, l'utilizzo dei fondi Fas per i settori strategici, l'attivazione Zona franca urbana all'Aquila e Zona a burocrazia zero a Pescara.
In sostanza il Pd Abruzzese chiede una rimessa a punto di tutta la programmazione regionale. Il pallino ora passa al centrodestra.

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