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Pescara, 14/04/2026
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Data: 30/11/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Mirafiori, possibile accordo in settimana. Marchionne ottimista, sì di Fim e Uilm ma la Fiom per ora non ci sta

TORINO. Il confronto sul piano per Mirafiori è partito ieri pomeriggio all'Unione Industriale e riprenderà molto probabilmente giovedì con l'obiettivo di raggiungere un accordo entro la settimana. Marchionne da una parte e Fim, Uilm, Fismic e Ugl dall'altra sono fiduciosi sulla possibilità di definire rapidamente l'intesa, mentre per la Fiom «non è ancora chiaro se l'azienda ha intenzione di negoziare davvero». «Dobbiamo dare certezze ai lavoratori - sostiene Bruno Vitali, responsabile Auto della Fim - e quindi dobbiamo chiudere la trattativa».
«Le possibilità sono due: un miliardo di euro per il rilancio o la morte di Mirafiori. Bisogna decidere quale strada imboccare. Noi lo sappiamo», osserva Roberto Di Maulo, segretario generale Fismic. Anche la Uilm è disponibile: «Non c'è però ancora - spiega il responsabile Auto, Eros Panicali - una condivisione totale. Bisogna avviare subito la trattativa sui singoli punti». «Abbiamo rinnovato la nostra disponibilità e siamo fiduciosi nella possibilità di raggiungere un accordo in tempi brevi», dichiara Antonio D'Anolfo, segretario nazionale Ugl Metalmeccanici. Diversa la posizione della Fiom: «Siamo ancora alle schermaglie, abbiamo fatto tante domande sulle questioni che riguardano la salute, come pause e mensa - afferma Federico Bellono, segretario generale della Fiom torinese - e abbiamo registrato molta insofferenza e risposte evasive. Non siamo riusciti a capire se vogliono entrare nel merito delle questioni, noi siamo fiduciosi di poter discutere seriamente».
Ieri intanto l'amministratore delegato del Lingotto è andato nella sede di Borsa Italiana in Piazza Affari per fare il punto con analisti e investitori sullo scorporo tra Fiat Auto e Fiat Industrial (camion e macchine movimento terra). Per l'occasione il supermanager ha diffuso i nuovi marchi delle due unità separate con un ritorno all'insegna anni '50 per Fiat, caratterizzata da una A smussata sulla sinistra. Con Marchionne c'erano il tesoriere del Lingotto, Camillo Rossotto, l'amministratore delegato di Cnh, Harold Boyanowsky, e l'amministratore delegato di Iveco Alfredo Altavilla, insieme al capo investor relator Marco Auriemma.

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