Iscriviti OnLine
 

Pescara, 20/06/2026
Visitatore n. 755.148



Data: 01/12/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Parentopoli all'Atac - Aperta un'inchiesta per abuso d'ufficio sulle ultime 854 assunzioni nell'azienda. Parentopoli Atac, indaga la Procura

Al vaglio degli inquirenti gli ultimi due anni di gestione. L'ex assessore Calamante: «La mia ex? Non la assunsi io»

Per essere assunti all'Atac hanno contato più i curricula o le parentele? Le esperienze lavorative o le tessere di partito? I trascorsi politici o i titoli di studio? Sono le domande a cui tenterà di dare una risposta la Procura della Repubblica di Roma che ha aperto un fascicolo sulle "assunzioni facili". Davanti al procuratore aggiunto Alberto Caperna, titolare dell'indagine, potrebbe perciò sfilare anche Giulia Pellegrino, la bella cubista passata dalle serate-disco alla segretaria del direttore industriale di Atac Marco Coletti. Che non è reato, anzi, ma qualche dubbio sui criteri di selezione del personale lo fa venire.
Sul faldone è scritto: "Atti relativi alle assunzioni a chiamata diretta". Il riferimento è agli ultimi due anni di gestione Trambus e Atac e all'eventuale mancata applicazione della legge Brunetta. A dirigere l'indagine sarà il procuratore aggiunto Alberto Caperna. L'ipotesi è che vi siano gli estremi dell'abuso d'ufficio visto che tra gli assunti figurano parenti e amici di esponenti politici e sindacali.
L'entrata in tackle della Magistratura non ferma il vortice di voci e di sospetti che circolano in queste ore nei corridoi dell'Azienda romana. La più grande del trasporto pubblico italiano con 12.633 dipendenti, di cui 99 dirigenti, 247 quadro, 1380 amministrativi e gli altri 10.807 autisti, macchinisti e operai.
Il clima nei corridoi è nei depositi è cambiato. «Abbiamo massima fiducia nell'azione della magistratura - fa sapere intanto il sindaco Alemanno - l'indagine si collega all'inchiesta interna che stiamo svolgendo».
E' un dato di fatto però che la vicenda dell'Atac al sindaco non sia piaciuta. Fa il paio con la cosiddetta "saga dei Panzironi". Il padre Franco ad di Ama, il genero nella stessa azienda e il figlio Dario prima nello staff del sindaco e poi a Eur spa. Le dimissioni imposte a Bertucci, un ex An da sempre molto vicino al sindaco, erano state già un segnale forte. Ora nel mirino è finito l'assessore ai Trasporti Sergio Marchi. Il quale si è affrettato a fornire le prime spiegazioni sulla carriera della fidanzata Flavia Marino, 38 anni, approdata in Atac dopo la fusione del Tpl romano, e sul contratto di collaborazione esteso al "cognato". Durata 4 mesi, compenso 7.500 euro, per un progetto legato alla mobilità di uno dei municipi romani. Sul tavolo del sindaco sono finiti anche i primi risultati dell'indagine interna. Dalla quale risulta che negli anni 2008/2009 sono stato assunti da Trambus e Met.Ro con regolare concorso 671 autisti «a compensazione dei pensionamenti». Nello stesso periodo, «attraverso società qualificate», sarebbero stati assunti circa 200 tra dirigenti, quadri e impiegati, e altri 53 da gennaio 2010 a fronte di 376 cessazioni di lavoro. Si ammette inoltre che l'organico attualmente è carente «di 200 autisti rispetto alle necessità di copertura del servizio», un deficit che la nuova Atac, dopo la presentazione del piano industriale «intende compensare».
Umberto Marroni, capogruppo pd è tornato a chiedere le dimissioni di Marchi. Cosa che al momento non è prevista. Ma l'assessore dovrà comunque spiegare come mai il costo del lavoro nell'Azienda di via Ostiense è continuato salire (+ 50 milioni di euro). E dovrà dire anche qualcosa sul servizio reso ai cittadini. «A fine anno mancheranno circa 4 milioni di chilometri rispetto a quanto previsto dal contratto di servizio», punta il dito Massimiliano Valeriani (pd), che ha presentato una interrogazione urgente. Nei primi sei mesi, bilancio alla mano, la produzione di chilometri è stata molto inferiore alle previsioni (56 milioni e 972 mila) circa 1 milioni e mezzo in meno). «Una delle cause di questo peggioramento - spiega Valeriani - è la mancanza di strategie sulle politiche del personale visto che mancano gli autisti». Per l'assessorato la mancata copertura è dovuta, per circa 3,7 milioni di chilometri vetture a cause di forza maggiore, leggasi, scioperi, manifestazioni, cantieri, etc, etc.
Athos De Luca pd, membro della commissione Trasporti, chiede «nuove regole, concorsi pubblici, pubblicazione su internet e trasparenza». Richiesta che arriva dal capogruppo udc Onorato, per il quale «lo scandalo della assunzioni di Atac non si può liquidare con il classico "così fan tutti"».
E mentre i giovani dell'Api di Rutelli si sono presentati ieri in Campidoglio con una cubista («Alemanno ora assumi anche questa», l'ex assessore Walter Tocci precisa «di non avere parenti all'Atac».
L'altro aspetto che preoccupa sindacati e opposizione è la prospettiva di una imminente privatizzazione. «La certezza di un'ottimizzazione delle risorse e di un miglioramento dei servizi offerti è naufragata in questi ultimi tempi a causa di una pessima gestione aziendale - prende atto Alessandro Capitani, segretario generale della Filt Cgil di Roma e del Lazio, - sul futuro dell'Azienda ora ci sono troppi punti interrogativi».

Calamante: «La mia ex assunta?
E' vero, ma io non c'entro nulla»

«Io sono totalmente estraneo a 'sta monnezza. Io non ho fatto assumere nessuno all'Atac e sono ben contento che si faccia un'inchiesta sulle assunzioni facili avvenute nell'azienda di trasporto».
E' turbato Mauro Calamante, ex assessore alla Mobilità della Giunta Veltroni chiamato in causa nel gran calderone delle assunzioni facili.
Calamante è vero o no che la sua ex compagna, Roberta Pileri, è stata assunta all'Atac, come dirigente, quando lei era assessore?
«E' vero. Ma io non c'entro niente».
Si spieghi meglio?
«Ho frequentato quella donna dal 1980 al 1988 e all'epoca lavorava altrove. Poi non l'ho più vista e sentita per 22 anni. Gli ho pagato giusto gli alimenti»
Quindi ha saputo della sua assunzione in Atac a cose fatte?
«Certo. Ma io non ho mai interferito nelle politiche del personale delle aziende. Non spetta a un assessore. Ed è molto grave che mi si tiri dentro a questo calderone».
In molti dicono la stessa cosa.
«E no! Non siamo tutti uguali. Io a otto anni ero un pioniere del partito Comunista. A noi Berlinguer ci diceva che eravamo diversi. E io c'ho sempre creduto e fatto di tutto per esserlo. Io non ho mai chiesto favori a nessuno. E per questo non ero ricattabile e potevo sedermi a qualsiasi tavolo di trattativa pensando solo al bene del trasporto pubblico romano. A me gli anni in Atac e in Campidoglio hanno lasciato solo due cose...»
Ovvero?
«Due pasticche. Una per il mal di stomaco e l'altra per l'ipertensione. Le prendo tutti i giorni. E quando penso a come hanno ridotto l'Atac mi sento pure peggio».
Si riferisce alla valanga di assunzioni?
«Oltre 800 assunzioni per chiamata diretta in due anni sono una follia. Pesano sul bilancio almeno 40 milioni di euro l'anno. Ma non solo. Questa gestione ha rivisto tutte le strisce blu riducendo incassi per almeno 10 milioni. Se a questo si aggiunge il mancato aumento del biglietto dell'autobus, non degli abbonamenti mi raccomando, da un euro a un euro e venti ecco si sono persi altri 20 milioni di euro. Con 70 milioni di euro l'anno in più un'azienda come l'Atac la si risana».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it